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15 marzo 2019, tra barbarie e antibarbarie

Il 15 marzo del 2019 si è aperto con la notizia proveniente da Christchurch, in Nuova Zelanda, nella quale un gruppo neonazista armato ha fatto irruzione in due moschee della città durante la preghiera del venerdì, uccidendo freddamente 49 persone. E’ una strage che ha una dimensione globale, non solo nelle dimensioni, ma per i punti di riferimento espliciti rilasciati sui social da Breton Tarrant, capo del commando: da Luca Traini, il fascio-leghista italiano della tentata strage di Macerata del 2018, ad Alexandre Bissonnette, il nazista canadese che fece una strage in un centro islamico di Quebec City nel 2017. Ma tra tutti, l’ispiratore principale dei terroristi è indicato in Anders Breivik, il nazista norvegese che il 22 luglio del 2011 uccise 77 ragazzi sull’isola di Utoya irrompendo nel campo estivo dei giovani socialisti norvegesi, colpevoli di voler promuovere una società aperta ed interculturale. Quello di Christchurch è l’ultimo atto di una internazionale fascista del terrore – alimentata dal clima di odio promosso in tutto il mondo da imprenditori della paura, al governo anche in Italia – che vuole far precipitare l’umanità nella barbarie. Continua a leggere

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Le lotte dei giovani per il diritto al futuro: riconoscerle, farle durare e dare loro spazio

Ero anch’io uno studente liceale quando l’Europa fu attraversata dall’ultimo grande Movimento di giovani e giovanissimi che chiedevano il diritto al futuro: erano gli anni ’80 del secolo scorso e in tutte le capitali europee sciami di studenti comprendevano che la lezione più importante era quella sul diritto alla vita – contro la follia del dislocamento di missili nucleari puntati contro l’Europa dell’Est e dell’Ovest – che rivendicavano nelle piazze, nelle strade, difronte alla basi militari. Erano gli anni in cui – anche sulla spinta di quel movimento – intellettuali come Gunter Anders pubblicavano “Essere o non essere. Diario di Hiroshima e Nagasaki”, Norberto Bobbio la raccolta di saggi “Il problema della guerra e le vie della pace” e Johan Galtung avviava la peace reserch internazionale connettendo – già allora – il tema della pace con la questione ecologica in “Ambiente, sviluppo e attività militare”. E i partiti della sinistra europea, insieme ai nascenti movimenti politici ecologisti, sostenevano ovunque la lotta degli studenti. Un Movimento che – collegando le manifestazioni dell’Ovet a quelle del dissenso crescente nei Paesi dell’Est – contribuì, infine, all’abbattimento del Muro di Berlino nel 1989 ed alla fine di quella fase di corsa agli armamenti. Continua a leggere

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La lezione degli studenti europei. Per fuoriuscire dalla ricaduta nel fascismo eterno

Il 25 aprile del 1995 Umberto Eco pronunciò un discorso alla Columbia University – dov’era stato invitato a celebrare la liberazione d’Europa – poi apparso sulla “The New York Review of Books” con il titolo Ur-fascismo (tradotto oggi per La nave di Teseo con il titolo Il fascismo eterno): i suoi 14 punti, elaborati quasi un quarto di secolo fa per raccontare gli elementi di fascismo che attraversano le diverse epoche storiche, gettano una luce sinistra su ciò che sta succedendo adesso nel nostro Paese. “Gli unici che possono fornire una identità alla nazione sono i nemici. – scriveva l’autore del Il nome della rosa – Così, alla radice della psicologia Ur-Fascista vi è l’ossessione del complotto, possibilmente internazionale. I seguaci debbono sentirsi assediati. Il modo piu’ facile per far emergere un complotto è quello di fare appello alla xenofobia. (…) Per l’Ur-Fascismo gli individui in quanto individui non hanno diritti, e il “popolo” è concepito come una qualità, un’entità monolitica che esprime la “volontà comune”. Dal momento che nessuna quantità di esseri umani può possedere una volontà comune, il leader pretende di essere il loro interprete. (…) Nel nostro futuro si profila un populismo qualitativo Tv o Internet, in cui la risposta emotiva di un gruppo selezionato di cittadini può venire presentata e accettata come la voce del popolo”. Continua a leggere

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