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Cambiano i governi, ma la guerra rimane l’implicito culturale

Questo maggio, puntuale come ogni anno, è uscito il Rapporto del SIPRI (l’autorevole e indipendente Istituto svedese di ricerca per la pace) sulle spese militari globali, che registra – puntualmente – un nuovo aumento record delle spese militari: i governi del mondo sono arrivati a spendere nel 2017 in armamenti ed eserciti 1.739 miliardi di dollari. Un enorme flusso di denaro che diventa doppiamente distruttivo: quando le armi sparano e uccidono e quando le risorse per produrle e acquistarle sono sottratte agli investimenti per la cura dell’umanità dalla fame, dalle malattie, dall’ignoranza, dai cambiamenti climatici… In questo delirio bellicista, anche il nostro Paese risulta in pieno riarmo, arrivando a toccare i 29 miliardi di dollari in un anno di spesa pubblica militare, pari a 26 miliardi di euro, con un incremento del + 2,1% rispetto all’anno precedente. Una corsa agli armamenti senza sosta, che è sfociata da tempo in innumerevoli guerre “locali” e nell’insicurezza globale. Aggravata dal rischio nucleare con 15.000 testate nucleari puntate sulla nostra testa, nella disponibilità di personaggi come Trump e Putin, che hanno boicottato – come il governo italiano – la ratifica del Trattato ONU per la messa al bando delle armi nucleari. Un delirio bellicista, una situazione da allarme rosso, rispetto alla quale non c’è consapevolezza diffusa del pericolo in corso. Continua a leggere

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Oggi la liberazione si chiama disarmo

Nei giorni scorsi, mentre eravamo concentrati sulle vicende istituzionali, non abbiamo posto sufficiente attenzione ad alcune notizie arrivate dal mondo che riguardano direttamente, e pesantemente, il nostro Paese.World-military-expenditure-1988-to-2012

Il 15 aprile è stato pubblicato l’annuale rapporto del  SIPRI, lo storico e autorevole istituto internazionale di ricerche sulla pace, sull’andamento delle spese militari nel pianeta. Nel 2012 si è speso in armi nel mondo qualcosa come 1.753 miliardi di dollari, una cifra che emerge in tutta la sua assurdità se teniamo presente che per esempio – come ha ricordato Sbilanciamoci – nello stesso tempo si spende a livello globale circa 60 miliardi per la cooperazione allo sviluppo e la lotta alla fame, cioè appena il 3,4% di quanto si spende per le armi. L’Italia – mentre è agli ultimi posti in Europa per le spese della cultura (ultima) e dell’istruzione (penultima, prima della Grecia) – è risalita nella “top ten” mondiale delle spese per gli armamenti, riconquistando il decimo posto con i suoi 34 miliardi di dollari, che non comprendono le missioni all’estero e sono solo stimati perché nel nostro Paese i bilanci militari sono distribuiti su più ministeri. Continua a leggere

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