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Abbiamo bisogno di un salto di civiltà, non della leva obbligatoria

In questa tragica estate il ministro degli interni ha trovato anche il modo di intervenire, in maniera del tutto estemporanea e superficiale – come usa fare abitualmente – sul tema dell’obbligatorietà del servizio militare e di quello civile: “vorrei che oltre ai diritti tornassero a esserci i doveri” – ha detto il ministro in un comizio – “facciamo bene a studiare i costi, i modi e i tempi per valutare se, come e quando reintrodurre per alcuni mesi il servizio militare, il servizio civile per i nostri ragazzi e le nostre ragazze così almeno impari un po’ di educazione che mamma e papà non sono in grado di insegnarti”.

Da obiettore di coscienza al servizio militare finora non sono entrato nel merito delle sparate di Salvini sulla leva obbligatoria, che parla di questioni che non conosce, se non osservando che in nessuna democrazia il ministro degli interni si occupa delle forze armate, né si pensa di delegare all’esercito l’educazione: è quello che accade nei regimi totalitari. Tuttavia, poiché autorevoli ricercatori hanno preso sul serio le parole in libertà del ministro (come l’amico Giorgio Beretta su Unimondo), sollecitando interventi più strutturati, provo ad aggiungerne brevemente ancora qualcuna alle tante ragioni contro la leva obbligatoria già avanzate – anche dall’interno del governo – al ministro Salvini. Continua a leggere

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Contro l’odio e il razzismo dilaganti ripartiamo dall’educazione all’umanità

La vergognosa gestione governativa dell’odissea alla quale è stata costretta la nave Aquarius ha visto, come effetto collaterale, lo scoperchiamento sui social media delle viscere maleodoranti e rancorose di questo Paese, che hanno vomitato odio e disprezzo sulla disperazione e l’intelligenza. Orde di odiatori seriali – guidati delle esternazioni esemplari del ministro dell’interno – non solo hanno augurato la morte ai 629 migranti, tra i quali 123 bambini e 7 donne in gravidanza, costretti per giorni in balie delle acque, ma hanno aggredito e insultato pesantemente chiunque accennasse a spiegare la disumanità di una assurda e illegale via crucis nel Mediterraneo, numeri e diritto internazionale alla mano. Niente da fare, la miscela esplosiva di “analfabetismo funzionale” – cioè di adulti che, pur sapendo leggere e scrivere, non sono in grado di decodificare un’informazione complessa o distinguere una “fake news” da una notizia vera – di cui il nostro Paese ha il primato in Europa (e tra i primi quattro al mondo su 33 Paesi analizzati dalle ultime ricerche internazionali), di paura e senso comune xenofobo diffuso da trent’anni di “pedagogia” razzista della Lega e di potenza virale ed immediata dei social media a disposizione di tutti, ha prodotto l’innesco di una vera e propria emergenza civile. Anzi di civiltà. Della quale l’esito elettorale ed il conseguente governo di destra non sono che un epifenomeno. Continua a leggere

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