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Riparare il mondo. Ricostruire con Alex Langer la buona politica che ci manca

I movimenti per la pace devono sforzarsi di essere sempre meno costretti ad improvvisare per reagire a singole emergenze,

ed attrezzarsi invece a sviluppare idee e proposte forti, capaci di aiutare anche la prevenzione, non solo la cura di crisi e conflitti

Alex Langer, “Pace e nuovo ordine mondiale”, 1991

 

Già nel 1989, anno dell’abbattimento del muro di Berlino che avrebbe portato (almeno temporaneamente) al superamento della contrapposizione Est-Ovest, Alex Langer scriveva su Nigrizia un articolo dal titolo “Non basta l’antirazzismo“, nel quale – con sguardo lungimirante – ammoniva: “finché la nostra civiltà industrializzata e opulenta, consumistica e competitiva imporrà a tutti i popoli la sua legge del profitto e dell’espansione, sarà inevitabile che gli squilibri da essa indotti sull’intero pianeta spingeranno milioni e miliardi di persone a cercare la loro fortuna – anzi la loro sopravvivenza – “a casa nostra”, dopo che abbiamo reso invivibile “casa loro”. Perché meravigliarsi se in tanti seguono le loro materie prime e le loro ricchezze che navi, aereri e oleodotti dirottano dal loro mondo verso il nostro? Attrezzarsi ad un futuro multi-etnico, multi-culturale e pluri-lingue è dunque una necessità, anche se non piacesse.” Continua a leggere

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L’insegnamento di Mario e Fermo al Movimento per la pace. Per noi, oggi.

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Una Città per la Pace è il cartellone di iniziative che si svolge in febbraio a Reggio Emilia, intorno all’anniversario dell’eccidio del 25 febbraio 1915. Si parte sabato 11, con l’incontro con il filosofo Giuliano Pontara, che presenta il suo nuovo libro “Quale Pace?”, e si va avanti fino al Seminario storico “Ma la guerra NO!” di sabato 25. Riporto qui, in anteprima, l’introduzione al numero monografico di “Pollicino gnus” di febbraio 2017 dedicato a Mario Baricchi e Fermo Angioletti.

E’ passato un lustro dal primo Seminario pubblico che ha riportato alla memoria di Reggio Emilia la tragica vicenda di Mario Baricchi e Fermo Angioletti, i giovanissimi antimiliaristi reggiani uccisi dal regio esercito italiano, il 25 febbraio del 1915, nel vano tentativo di fermare quella carneficina che sarà ricordata come la “grande guerra”. Della quale invece furono le prime vittime, cadute davanti al Teatro Ariosto della loro città.

Mario e Fermo – anti-interventisti come la maggior parte del popolo e del parlamento italiani – probabilmente non conoscevano i massicci finanziamenti che le aziende produttrici di armi, come l’Ansaldo e l’Ilva, facevano nei confronti della stampa italiana affinché spingesse l’opinione pubblica verso l’interventismo. Anche finanziando direttamente la nascita di quotidiani come il Popolo d’Italia di un certo Benito Mussolini, cacciato dal neutralista Partito Socialista. Non sapevano i giovani reggiani che iniziava allora una commistione di interessi che stava collegando quello che sarà successivamente chiamato il “complesso militare-industriale”, quel sistema che ancora oggi è capace di mobilitare a comando risorse economiche, strumenti di “informazione” e governi verso questo o qull’intervento militare, spacciato per “missione di pace” o “lotta al terrorismo”. Ma, in realtà, esito inevitabile della continua corsa agli armamenti, sul cui altare – oggi come un secolo fa – si sacrificano enormi risorse pubbliche e vite umane. Proprio come quelle di Mario e Fermo. Continua a leggere

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Un’altra difesa è possibile, non un’utopia

Lo stato della Campagna per la difesa civile, non armata e nonviolenta in Emilia Romagna, nell’intervista rilasciata ad Ilaria Venturi per La Repubblica.it edizione di Bologna

Presentazione della Campagna "Un'altra difesa è possibile" in Sala del Tricolore a Reggio Emilia (foto di Antonella Iovino)

Presentazione della Campagna “Un’altra difesa è possibile” in Sala del Tricolore a Reggio Emilia (foto di Antonella Iovino)

Un’altra difesa è possibile. E non è una utopia, il sogno di pochi pacifisti, ma una proposta concreta: una legge di iniziativa popolare per realizzare in Italia una difesa civile non armata e non violenta. La raccolta di firme è già partita e sono già un migliaio le adesioni in Emilia Romagna. La campagna è solo agli inizi e si farà sentire in particolare a Bologna il 21 marzo, durante la Giornata nazionale della memoria e dlel’impegno contro le mafie di Libera. In Regione il consiglio comunale di Reggio Emilia ha aderito per primo alla campagna pacifista. “Ci aspettiamo lo faccia presto anche Bologna”, l’appello di Pasquale Pugliese, anima di questa iniziativa promossa da sei reti nazionali (Cnesc, Forum nazionale servizio civile, Rete della pace, Icp, Sbilanciamoci, Controllarmi). Continua a leggere

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Senza cippi né monumenti

Ad un secolo dalla “grande guerra” i martiri dimenticati di Reggio Emilia

Era il 2011 quando la Scuola di Pace di Reggio Emilia decise di avviare il percorso di ricerca storica sulla vicenda tragica di Fermo Angioletti e Mario Baricchi, le giovanissime vittime reggiane cadute sotto il fuoco dei carabinieri, di fronte al Teatro Ariosto, mentre manifestavano contro il comizio interventista di Cesare Battisti, il 25 febbraio dei 1915. Martiri per la pace, dimenticati.210212

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Ma la guerra NO! L’epica dimenticata di Mario e Fermo

introduzione al Seminario storico “Né un uomo, né un soldo: l’opposizione popolare alle prime guerre dell’Italia unita” di sabato 23 febbraio 2013 (pubblicata su “Pollicino gnus – Ma la guerra no! Una storia antimilitarista a Reggio Emilia”, 213/13)seminario_storico

Quando decidemmo di svolgere il primo seminario storico su Mario Baricchi e Fermo Angioletti il 25 febbraio dell’anno scorso, nell’anniversario della loro morte avvenuta il 25 febbraio del 1915, non sapevamo ancora che quella data avrebbe coinciso con la giornata di mobilitazione nazionale “Taglia le ali alle armi” per fermare l’acquisto dei cacciabombardieri F-35. Quella coincidenza ha riconsegnato ad alcuni degli organizzatori una giornata densa di un doppio impegno, ma coerente nelle sue finalità: al mattino la raccolta di firme contro gli armamenti in piazza Martiri del 7 luglio, al pomeriggio il seminario per riportare alla memoria la storia di una tragica giornata di lotta di quasi un secolo fa, di fronte al Teatro Arisosto, contro l’ingresso della Patria nella “Grande guerra”. Tra i due  impegni un filo rosso di continuità. Continua a leggere

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