Archivi tag: Pietro Pinna

Servizio Civile “Universale”? Basta dire menzogne ai giovani!

[foto di Annachiara Pugliese]

Con la nonviolenza riconosciamo il diritto di tutti all’esistenza,

con la non menzogna il diritto di tutti alla verità

Aldo Capitini

Mi occupo di Servizio civile da quando ho svolto il mio anno da obiettore di coscienza al servizio militare, da molto tempo come formatore dei volontari civili sui temi della storia di questo istituto repubblicano e sulla “difesa della patria”, come attivista del Movimento Nonviolento fondato da Pietro Pinna e Aldo Capitini, ma oggi anche – dal punto di vista professionale – come responsabile di “politiche giovanili”. In questi anni ho avuto piena conferma del valore formativo della coerenza tra le parole e le cose: i giovani – per i quali il servizio civile rappresenta spesso la prima forma di partecipazione personale attiva alla vita della comunità – affinché si appassionino hanno bisogno di sentire parole autentiche, ecologiche, di verità, che abbiano una corrispondenza trasparente con la realtà, non fumose retoriche puntualmente contraddette dai fatti. Continua a leggere

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La guerra di Piero alla guerra

Ricordare Pietro Pinna per continuarne l’impegno

Pinna megafono

Non so se Fabrizio de Andrè nello scrivere, nel 1963, la celebre ballata “La guerra di Piero” – dove si racconta la fatale esitazione ad uccidere di un soldato, che vide un uomo in fondo alla valle” che aveva lo stesso identico umore/ma la divisa di un altro colore”, che ne determinò la morte – conoscesse la storia di Pietro Pinna – detto Piero – e della sua esitazione ad imparare a uccidere, a diciotto anni. Esitazione che diventò la prima obiezione di coscienza italiana all’obbligo militare, per ragioni di antimilitarismo, e poi l’intransigente lotta nonviolenta alla guerra ed ai suoi strumenti, per il resto della vita. Ad alcuni giorni dalla sua dipartita – avvenuta il 13 aprile, a 89 anni – è il momento di proporre qualche riflessione sulla formidabile esperienza politica di Piero – che ha contribuito sostanzialmente a cambiare il Paese dal basso – filtrata dai miei ricordi personali. Continua a leggere

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Dal ripudio della guerra ai Corpi civili di pace nel Servizio civile

colomba picasso

Dopo 25 anni di interventi militari italiani, la nonviolenza ancora è in cammino

Finalmente il penultimo giorno dell’anno scorso è stato pubblicato il bando per i progetti di Servizio civile per la sperimentazione dei Corpi civili di pace. Sono passati oltre due anni da quando, in una notte del dicembre 2013, Giulio Marcon – deputato indipendente di SEL e coordinatore dell’Intergruppo dei parlamentari per la pace – fece approvare un emendamento alla legge di stabilità per la “sperimentazione della presenza di 500 giovani volontari da impegnare in azioni di pace nelle aree di conflitto o a rischio di conflitto”. Il bando emanato presenta certo diverse criticità – evidenziate sia dalla CNESC  (Conferenza nazionale degli enti di servizio civile) che dal Tavolo interventi civili di pace – ma rappresenta un fatto di notevole rilievo nella storia del nostro Paese. Si tratta del primo vero tentativo di realizzazione integrale – seppur sperimentale e relativo al solo servizio civile – di un principio fondamentale della Costituzione italiana, il ripudio della guerra come “mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Ed è un punto di arrivo – seppur parziale – di almeno due importanti percorsi nella storia della nonviolenza italiana: l’obiezione di coscienza al servizio militare che ha portato al servizio civile e gli interventi civili di pace che hanno portato i corpi civili di pace. Continua a leggere

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