Archivi tag: obiezione di coscienza

La guerra di Piero alla guerra

Ricordare Pietro Pinna per continuarne l’impegno

Pinna megafono

Non so se Fabrizio de Andrè nello scrivere, nel 1963, la celebre ballata “La guerra di Piero” – dove si racconta la fatale esitazione ad uccidere di un soldato, che vide un uomo in fondo alla valle” che aveva lo stesso identico umore/ma la divisa di un altro colore”, che ne determinò la morte – conoscesse la storia di Pietro Pinna – detto Piero – e della sua esitazione ad imparare a uccidere, a diciotto anni. Esitazione che diventò la prima obiezione di coscienza italiana all’obbligo militare, per ragioni di antimilitarismo, e poi l’intransigente lotta nonviolenta alla guerra ed ai suoi strumenti, per il resto della vita. Ad alcuni giorni dalla sua dipartita – avvenuta il 13 aprile, a 89 anni – è il momento di proporre qualche riflessione sulla formidabile esperienza politica di Piero – che ha contribuito sostanzialmente a cambiare il Paese dal basso – filtrata dai miei ricordi personali. Continua a leggere

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La disobbedienza civile, un approfondimento

Scheda di approfondimento realizzata per le guide di Unimondo.org 

“L’obbedienza non è più una virtù” (don Lorenzo Milani)

“Grandi e gravi minacce all’esistenza stessa del genere umano provengono dal militarismo, dalla corsa agli armamenti e dal connesso rischio di guerre combattute con armi di portata distruttiva sempre maggiore, da politiche che mettono seriamente a repentaglio interessi vitali di future generazioni, dai rischi crescenti di catastrofi ecologiche, ecc. In questa situazione la presenza di persone e gruppi disposti a praticare la disobbedienza civile fondata su approfondite ragioni morali, in forme nonviolente, può rivelarsi di ancor maggior importanza che non in passato. Per questo la disobbedienza civile è oggi una virtù”. (Giuliano Pontara)enhanced-buzz-wide-20861-1338324633-14

La disobbedienza civile: una pratica passata attraverso le prigioni.

“Sotto un governo che imprigiona la gente ingiustamente, il vero posto per un uomo giusto è la prigione”. Con queste parole, scritte dopo aver passato una notte in prigione per essersi rifiutato di pagare le tasse in segno di protesta contro la guerra che nel 1846 gli Stati Uniti muovono al Messico, il poeta e scrittore Henry David Thoureau fonda la moderna definizione di quell’atteggiamento politico nei confronti dello Stato che prende il nome di “disobbedienza civile” proprio dal suo saggio del 1859 dal titolo Resistance to Civil Government”. Continua a leggere

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40 anni dopo, rimane da conquistare il diritto alla difesa civile, non armata e nonviolenta

Le conclusioni al Convegno nazionale “Avrei (ancora) un’obiezione!” (pubblicato su Azione nonviolenta n.1-2/2013)AN gen feb 2013

L’appuntamento con i 40 anni dalla Legge ‘772 del 1972, che per la prima volta consentiva alla possibilità di dichiararsi obiettore di coscienza e di svolgere il servizio civile alternativo, per il Movimento Nonviolento è il compimento di un anno importante sul piano simbolico ma, soprattutto, su quello del proprio impegno politico. E’ un anno iniziato il 24 settembre del 2011 con la Marcia Perugia-Assisi, in occasione dei 50 anni della prima Marcia della Pace, voluta da Aldo Capitini, e proseguito con gli eventi legati ai 50 anni dalla propria fondazione, a cura dello stesso Capitini e di Pietro Pinna. Un anno dedicato non tanto alle celebrazioni ma alla questione – urgente – dell’impegno per il disarmo.

Anche questo importante convegno, intitolato non a caso Avrei (ancora) un’obiezione! – organizzato congiuntamente dal Movimento Nonviolento e dalla Conferenza Nazionale degli Enti di Servizio Civile – non è stato solo il doveroso omaggio ad una storia, alla nostra storia iniziata con la scelta solitaria di Pietro Pinna, ma ha messo in dialogo la Storia con il presente, attraverso la messa a fuoco del filo rosso tra la storia delle lotte per l’obiezione di coscienza ed il Servizio Civile Nazionale di oggi, dimostrando che questo legame non è soltanto quello di carattere generativo – perché senza l’obiezione di coscienza non ci sarebbe stato oggi il servizio civile – ma è un legame saldo e resistente, fondato sui contenuti comuni dell’obiezione di coscienza e del servizio civile, sia rispetto ai fini che rispetto ai mezzi. Continua a leggere

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