Archivi tag: Mario Draghi

L’uomo col martello. Quando è la metafora a generare la realtà

Quando quasi un anno fa, dopo i primi mesi di diffusione dell’epidemia da covid-19 nel nostro Paese, scrivevo che la narrazione dell’impegno contro la pandemia in corso come una guerra non è solo un espediente metaforico ma, per le notevoli implicazioni culturali e politiche che questo racconto porta con sé, per il mondo di significati che costruisce, si configura come un vero e proprio paradigma interpretativo – e ne elencavo i dieci errori principali (https://www.azionenonviolenta.it/pandemia-come-guerra-ossia-la-banalizzazione-della-complessita-i-dieci-errori-di-un-paradigma-sbagliato/) – non potevo immaginare che quasi un anno dopo quel paradigma si sarebbe pienamente inverato nella nomina di un generale di corpo d’armata a Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19.

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L’indice di ignoranza come principio di azione politica. Tecnicamente

Tante paure arrivano nella nostra vita già con i loro rimedi,

prima ancora che i mali che essi promettono di curare

abbiano fatto in tempo a spaventarci”

Zygmunt Bauman, Paura liquida

L’Italia è da tempo ai primi posti nelle ricerche internazionali in quanto ad ”indice di ignoranza”, ossia nella distorsione della percezione collettiva dei dati della realtà, nella distanza tra i numeri reali dei fenomeni sociali e quelli che vengono immaginati dalla stragrande maggioranza dei cittadini. E’ un indice comparativo rilevato periodicamente, per esempio, dall’Istituto Ipsos Mori nella cui ultima ricerca sui “pericoli della percezione” (2018) eravamo al primo posto in Europa e dodicesimi al mondo in quanto a distorsione percettiva. Tra i principali dati analizzati dalle ricerche c’è la differenza tra il calo reale degli omicidi in Italia negli ultimi quindici anni del trenta per cento e, viceversa, la percezione pubblica di un loro aumento, con la conseguente diffusione del senso di insicurezza e paura, anche alimentato dalle fake news sui social. Se poi allarghiamo l’orizzonte temporale, il picco di omicidi rilevato dall’ISTAT nel nostro paese è nel 1991 con circa 2000 omicidi (ed altrettanto tentati), dopodiché c’è stato un calo progressivo, anno dopo anno, fino ad arrivare ai 271 morti ammazzati del 2020. Con un trend analogo di caduta per tutti i reati violenti.

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