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Nonostante tutto, la nonviolenza è in cammino

(foto di Antonella Iovino)

(foto di Antonella Iovino)

A piedi scalzi e in Parlamento

I piedi servono per camminare, per correre, per andare incontro; sui piedi delle persone camminano le civiltà. Ma i piedi possono anche servire a dare calci e fare sgambetti – in un impeto di puro e gratuito odio – a chi fugge dalla guerra con un bambino in braccio… Lo scorso 11 settembre, in Italia, i piedi di donne e uomini hanno percorso le strade delle nostre città. Hanno marciato scalzi, in segno di condivisione, di pace, di accoglienza, ma anche in segno di umiltà. L’umiltà che manca all’Europa che respinge in mare e sui fili spinati quell’umanità disperata che cerca rifugio dalla “terza guerra mondiale diffusa” (come la definisce significativamente papa Francesco), nei cui confronti l’Europa ha enormi responsabilità. Continua a leggere

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Arena disarmo. Da un evento straordinario il programma politico del movimento per la pace

 

Quello andato in scena all’Arena di Verona il 25 aprile non è stato solo un evento straordinario,  ma anche un momento di svolta per il movimento per la pace italiano.

10154925_10202950862546672_1469362895576930701_nUn evento straordinario nella sua preparazione: hanno aderito all’Appello di convocazione  centinaia di sottoscrittori singoli; circa cento tra reti, organizzazioni ed enti che si occupano di solidarietà, volontariato, pace, ecologia ed economa di giustizia; dieci fondazioni culturali; quaranta riviste; otto centri studi per la pace e il disarmo E straordinario nella partecipazione: quattordicimila le persone contate dentro all’Arena, arrivate con ogni mezzo da tutto il Paese: non solo treni, pullman e automobili, ma anche in bicicletta ed a piedi, come i marciatori da Reggio Emilia, partiti una settimana prima. E moltissimi volontari civili che si sono fatti vedere e sentire in una giornata riconosciuta anche dall’Ufficio nazionale per il servizio civile. Tutti hanno reso indimenticabile la scenografia arcobaleno che ha colorato l’Arena, ma anche piazza Bra fin dal mattino.

Un evento straordinario per il lavoro di centinaia di volontari che lo hanno reso possibile. Straordinario nella partecipazione degli artisti, intervenuti gratuitamente, sotto la direzione del Club Tenco partner artistico dell’evento. Straordinario per gli interventi dal palco, che sarebbe troppo lungo elencare uno ad uno ed ingeneroso ometterne qualcuno. Straordinario per i messaggi di saluto pervenuti, dalla presidente della Camera Laura Boldrini al segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin, e per la discreta presenza in platea di molti parlamentari aderenti all’Intergruppo per la pace, insieme al coordinatore Giulio Marcon di SEL. Ma anche straordinario per il fastidio dimostrato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che lo stesso giorno ha protestato contro la demagogia antimilitarista.

Eppure l’Arena di pace e disarmo non è stato “solo” questo. Continua a leggere

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Simbolicamente. Il fucile spezzato della Presidente della Camera

Dunque, anche quest’anno si è svolta la “rassegna militare” per la Festa della Repubblica. Ma la notizia è un’altra: a Roma e in tutta Italia, per la prima volta, si è svolta la Festa della Repubblica che ripudia la guerra, con la partecipazione della Presidente della Camera Laura Boldrini.7062_652554194758754_1854005473_n

Ma andiamo con ordine.

Il Presidente Napolitano nei giorni scorsi aveva risposto alla lettera indirizzatagli dalle Reti per il disarmo, la nonviolenza e il servizio civile ribadendo che la parata “lungi dall’essere un’anacronistica esibizione muscolare, è il giusto segno di attenzione che l’Italia rende a quei tanti uomini e donne che ogni giorno servono il Paese per garantire la nostra sicurezza.”Seppure nella parata sfilano piccole rappresentanze di corpi civili come la Protezione civile e la Croce rossa, il concetto di sicurezza usato dal Presidente, in riferimento alla rassegna militare, non contiene certo la protezione dalle minacce quotidiane ai diritti sanciti nei Principi fondamentali della Costituzione, che compromettono la sicurezza dei cittadini. Continua a leggere

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