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E’ tempo di nonviolenza. Non più di retorica della pace

Sono passati dieci anni da quando l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2 ottobre, anniversario della nascita di Mohandas K. Gandhi, Giornata internazionale della nonviolenza. La risoluzione n. 61/271 del 2007 chiede agli Stati membri di celebrare in maniera appropriata questa Giornata e di “diffondere il messaggio della nonviolenza attraverso l’educazione per renderne consapevoli i cittadini”. Tuttavia, non solo il governo del nostro Paese non promuove in nessun modo il messaggio della nonviolenza, ma ne è culturalmente e politicamente lontanissimo. Continua a leggere

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All’Università Bacha Khan del Pakistan è stata colpita anche la storia della nonviolenza musulmana. Perché fa paura

bacha kan e gandhi

Tra i molti criminali attentati terroristici in vari Paesi del mondo, sono particolarmente odiosi quelli che prendono di mira le scuole e le università, i luoghi di studio dove attraverso la conoscenza si vogliono superare fanatismi e fondamentalismi. Le scuole degli Stati Uniti sono quelle maggiormente colpite (dai fondamentalisti cristiani), l’attentato al campus di Garissa in Kenia il più sanguinoso e l’ultimo, quello all’università Bacha Khan di Charsadda, in Pakistan il più tristemente simbolico (questi ultimi colpiti dai fondamentalisti musulmani). Il 20 gennaio un commando terrorista ha fatto irruzione nell’Università pakistana dedicata a Bacha Khan, nel giorno delle celebrazioni per l’anniversario della morte di Khan Abdul Ghaffar Khan – detto Badshah o, appunto, Bacha Khan – uccidendo ventidue tra studenti e insegnanti e ferendone decine di altri. La scelta dell’Università e del giorno non è casuale, ma è un preciso attacco all’islam nonviolento di cui Badshah Kkan – morto il 20 gennaio del 1988 – è stato promotore e organizzatore. Chiamato, per questo, il “Gandhi della Frontiera”. Continua a leggere

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Per un #2Ottobre nonviolento. Senza retorica ma con impegno

Tra le molte “Giornate” celebrative che affollano il calendario dell’impegno civile, ce n’è una che – decretata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite – non è fin qui entrata nelle agende istituzionali, anzi continua ad essere ignorata o vissuta con fastidio dagli establishment internazionali, a causa delle sue implicazioni politiche stringenti. E’ il 2 Ottobre, Giornata internazionale della nonviolenza, compleanno di Gandhi che, pur proposta all’ONU dal governo indiano, non si presta ad essere celebrata dai governi, molti dei quali spendono ingenti patrimoni per gli armamenti e usano controproduttivamente il mezzo della guerra per…fare la pace. Eppure anno dopo anno, dal 2007 quando la Giornata della nonviolenza fu istituita, il 2 Ottobre sta crescendo dal basso, in Italia e nel mondo, attraverso l’impegno di movimenti e associazioni che ne rilanciano la centralità come momento dedicato alla riflessione ed alla mobilitazione per il disarmo. Continua a leggere

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Quei disarmati facitori di pace (che non vivono in un pub)

Ho letto La conta dei salvati. Dalla Grande Guerra al Tibet: storie di sangue risparmiato, l’ultimo importante lavoro della storica Anna Bravo (Edizioni Laterza, giugno 2013), proprio nei giorni in cui alla Camera dei Deputati si discuteva sui caccia F-35, si votava quella che è stata definita l’ipocrita mozione della maggioranza di governo e si ascoltavano le deliranti dichiarazioni del ministro della difesa sull’armare la pace per amare la paceE’ stato un salutare antidoto di lucidità. Ed anche un punto riferimento ulteriore, a partire dal quale misurare la lontananza culturale tra chi ha il mandato di gestire i temi fondamentali della vita e della morte (armi e guerre, comunque aggettivate, fatte o risparmiate, di questo trattano) puntando sugli armamenti e i facitori di pace (per dirla, come fa la Bravo, con Alex Langer) cioè tutti coloro che nel Novecento e dopo, in tutte le latitudini, noti o sconosciuti, hanno operato ed operano – dal basso e disarmati – per risparmiare il sangue. E costruiscono storia, perché costruiscono futuro. Continua a leggere

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