Archivi tag: f35

Viver come bruti anziché seguir virtute e canoscenza

Note a margine dell’inchiesta giornalistica di Presa Diretta su “la dittatura delle armi”

Considerate la vostra semenza:

fatti non foste a viver come bruti,

ma per seguir virtute e canoscenza

Dante Alighieri, Inferno, XXVI canto

L’importante inchiesta giornalistica condotta dallo staff della trasmissione “Presa Diretta” sul tema degli armamenti italiani, mandata in onda su RAI3 lunedì 22 marzo, ha di-mostrato a tutti in prima serata la questione essenziale che organizzazioni come l’Osservatorio sulle spese militari italiane (milex.org/) e la Rete Italiana Pace e Disarmo (retepacedisarmo.org/) documentano in maniera ineccepibile da anni (e che anche su questo blog ribadiamo da sempre): dove arriva quello che il presidente Eisenhower ha definito negli USA il “complesso militare-industriale”, mettendo in guardia dalla sua invadenza, viene condizionata fortemente la stessa democrazia. E chi prova minimamente a fare da argine viene espulso dal sistema, come accaduto all’ex presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli effetti dell’uranio impoverito Gian Piero Scanu, intervistato dalla brava Giulia Bosetti nella trasmissione e ribadito dallo stesso ex parlamentare democratico su “il manifesto” del 27 marzo (“Il PD subalterno al complesso militare industriale”). Ossia viviamo sotto “la dittatura delle armi”, come opportunamente è stata intitolata l’inchiesta giornalistica

Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in annotazioni

2 giugno: promemoria per la ministra Pinotti

La difesa non armata, seppur non nell’impostazione del governo, è in quella della Costituzione. I caccia F35 no.

pinotti-f35

 

L’antefatto
Il 22 maggio la campagna “Un’altra difesa è possibile” deposita alla Camera dei Deputati le oltre 50.000 firme che promuovono la Legge di iniziativa popolare per la difesa civile, non armata e nonviolenta. Il 24 maggio si è celebrato il centenario dell’inutile strage della grande guerra che ha segnato la saldatura perversa, su grande scala, tra tecnologia e guerra. Il 25 maggio Rete italiana disarmo diffonde un comunicato stampa nel quale denuncia che nel Documento programmatico pluriennale del Ministero della Difesa non ci sia traccia del dimezzamento del programma di acqusito dei famigerati cacciabombardieri F35 votato dal Parlamento nell’autunno scorso. Il 26 maggio Sinistra ecologia e libertà rilancia l’accusa al Governo di aver “preso in giro gli italiani e imbrogliato il Parlamento” chiedendo le dimissioni della ministra Pinotti. La ministra replica che “forse SEL pensa che in tempi di ISIS sia possibile fare semplicemente una difesa non armata: non è l’impostazione di questo governo”. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in annotazioni

Guerre e difesa: le contro-narrazioni della nonviolenza

Intervista rilasciata a Fabrizio Coticchia, dell’ Istituto Universitario Europeo e Scuola Sant’Anna, per la sua ricerca in preparazione della Conferenza 2014 dell’ASMI Association for the study of modern Italy

(foto di Antonella Iovino)

(foto di Antonella Iovino)

Le narrazioni strategiche sono trame convincenti, storie che possono spiegare gli eventi in maniera persuasiva. Le narrazioni sono strategiche perché sono costruite intenzionalmente, con il deliberato scopo di collegare tra loro gli eventi, formulare risposte che possano illustrare una determinata prospettiva della realtà evidenziando vincitori e vinti. Esse contengono messaggi, espliciti e non, circa futuri obiettivi, interessi percepiti e modalità di azione. Non si tratta di “storie inventate”, né di solo marketing o di pura propaganda, bensì di narrazioni capaci di ispirare il pubblico, introducendo termini e concetti tramite i quali gli attori identificano valori e obiettivi. Attraverso una storia convincente, la narrazione rende accettabili determinate scelte politiche (come quella di intervenire in un conflitto o di acquisire nuovi armamenti) che altrimenti non raccoglierebbero alcun consenso.
La capacità di elaborare una chiara e persuasiva narrazione strategica diventa un aspetto dirimente per ottenere fiducia e supporto. La modalità con la quale ottenere il consenso del pubblico rispetto ai temi della difesa e della sicurezza è centro della riflessione contemporanea.
La mia attuale ricerca si concentra proprio sulle caratteristiche delle contro-narrazioni elaborate da partiti e movimenti sui temi della difesa e della sicurezza nel nuovo secolo. Lo scopo è quello di comprendere i contenuti delle contro-narrazioni e valutarne il grado di efficacia nel contrastare una narrazione dominante, a proposito di un intervento militare o dell’acquisito di un nuovo programma d’armamento. Pertanto, in relazione al ruolo svolto da gruppi e movimenti pacifisti e disarmisti nel corso degli ultimi anni, l’obiettivo è quello di trovare risposta ai seguenti quesiti: Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in interviste

25 Aprile, da Monte Sole all’Arena di pace e disarmo.

Una giornata di Resistenza e LiberazioneBdiGPdSCYAA9ZUW

Quando il 25 aprile dell’anno scorso – prima di andare con le figlie a Monte Sole, luogo della memoria dall’efferato eccidio nazista (dove, ogni anno, facciamo concludere anche la formazione generale dei volontari civili di Reggio Emilia) – pubblicavo sui blog un articolo sul nesso profondo e attuale tra liberazione e disarmo, che si chiudeva con la formula la resistenza oggi si chiama nonviolenza e la liberazione si chiama disarmo, non potevo certo immaginare che quelle parole sarebbero diventate l’incipit dell’Appello – sottoscritto da Alex Zanotelli e da centinaia di persone e organizzazioni – che avrebbe convocato per il 25 aprile di un anno dopo, a Verona, l’Arena di Pace e Disarmo.

Le ragioni di quell’articolo, e ancor di più le ragioni di questo Appello, oggi sono dispiegate – se possibile – ancora più chiaramente. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in #ArenaPaceDisarmo

Un invito alle donne parlamentari: ispiratevi a Teresa Mattei, cancellate gli F35

Dunque ha preso il via la XVII Legislatura ed il Parlamento ha aperto le sue porte al maggior numero di giovani della storia repubblicana, con un’età media 45 anni, la più bassa tra i parlamentari europei, e sopratutto di donne, ormai un terzo del totale sia alla Camera che al Senato. Nalla città dove vivo, Reggio Emilia, il rapporto tra uomini e donne si è addirittura invertito: sono andate a Roma cinque donne su sette parlamentari eletti. 513f7b88

Tre giorni prima dell’apertura del nuovo Parlamento – quasi a segnare un ideale passaggio di testimone tra quel passato che ha posto le basi di questo presente – si è spenta a 92 anni Teresa Mattei, la più giovane eletta all’Assemblea Costituente, nelle file del Partito Comunista, sulle ventuno donne totali. Una donna libera, esplusa nel 1938 dalle scuole del Regno perché antifascista e nel 1955 dallo stesso Partito Comunista perchè antistalinista, attiva nell’impegno per la pace fino alla fine dei suoi giorni. Teresa Mattei il 2 giugno del 2006 rilasciava un’intervista alla trasmissione Radio 3 Mondo nella quale raccontò, tra le altre cose, questo episodio accaduto durante la votazione dei principi fondamentali della Costituzione: “Al momento della votazione per l’art 11, cioè quello contro la guerra – “L’Italia ripudia la guerra”, è stato scelto il termine più deciso e forte – tutte le donne che erano lì, ventuno, siamo scese nell’emiciclo e ci siamo strette le mano tutte insieme, eravamo una catena, e gli uomini hanno applaudito”. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in annotazioni

Riaprire i fatti compiuti per non disperdere le potenzialità dell’imprevisto

 A partire dalla rinuncia ai caccia F 35.

La delusioneberluscloni

Avevamo sperato non tanto che il berlusconismo fosse finito – i processi culturali profondi hanno tempi di trasformazione che si misurano sulle fasi della storia, non della cronaca – ma che almeno la persona di Silvio Berlusconi e la varia antropologia umana della quale è circondato fosse ormai sostanzialmente da considerare nell’archivio della politica italiana. Lo avevamo sperato, ma sapevamo che la potenza delle sue batterie mediatiche, combinate all’analfabestismo di massa degli italiani (spiega Tullio De Mauro che solo il 20% degli italiani è in grado di comprendere e svolgere un pensiero complesso), alla loro ricattabile precarietà lavorativa ed esistenziale, al dominio diretto e/o indiretto esercitato dalle mafie sul voto in parti rilevanti di molte regioni italiane da Nord a Sud (sostanzialmente coincidenti alle regioni nelle quali c”è stato il successo berlusconiano) avrebbero costituito ancora una combinazione pericolosa. Continua a leggere

5 commenti

Archiviato in annotazioni

Monti – Di Paola, il governo bellico e menzognero da ripudiare

Nel pieno di questa campagna elettorale, nella quale il tema della abnormità delle spese militari italiane è finalmente entrato nel circuito mediatico, anche il presidente Monti nella puntata di “presa diretta” di Riccardo Iacona di domenica 3 febbraio, ha preso tecnicamente le distanze dai caccia F-35: “E’ utile qui ricordare che l’Italia ha aderito al programma F35 nel 1999 con il governo D’Alema, ha confermato la partecipazione con il secondo governo Berlusconi nel 2002 e poi ci sono stati ulteriori passi fatti dal governo Prodi e nel febbraio del 2009 dal governo Berlusconi. Il nostro governo è stato l’unico a ridurre il numero degli F35 da 131 a 90…”. Non ha torto Monti a ricordare il consenso bipartisan della politica sui cacciabombardieri. Anzi, aggiungiamo che anche le spese militari complessive hanno visto nel tempo un inesorabile trend crescente nel bilancio dello Stato, indipendentemente dal colore dei governi in carica e dalle loro fisionomia più o meno rigorista sulla spesa pubblica. E’ un dato sul quale c’è molto da riflettere. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in annotazioni