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Adesso Bersani consulti i movimenti (se vuole una chance)

Pierluigi Bersani ha ottenuto dal Presidente Napolitano l’incarico – seppur “esplorativo” – di formare il nuovo governo. E pare che ci stia provando davvero. Il primo giorno di “consultazioni” ha incontrato il Graziano Delrio presidente dei Comuni italiani e Pietro Barbieri portavoce del Forum del Terzo Settore.  L’idea sembra essere quella di sfidare il Movimento 5 Stelle sul suo terreno, proponendo un governo ed un programma di cambiamento reale. Mentre auguriamo all’onorevole Bersani buona fortuna, ci permettiamo di dargli un suggerimento: consulti anche i movimenti, quelli veri. roma-11-12-12

A dispetto dell’incapacità della politica istituzionale di mettersi in movimento ed in ascolto, in Italia esistono molti movimenti che fanno  politica dal basso, promuovendo ed orientando  cambiamenti anche nella politica istituzionale, attraverso l’esercizio di quello che Aldo Capitini chiamava il “potere senza governo”. E’ la prassi della autentica “democrazia diretta”, quella che non discende dal blog di uno che vale tutti (mentre dice agli altri che “uno vale uno”), ma sale dall’impegno quotidiano di cittadini, gruppi e comunità attivi nell’allargamento progressivo degli spazi della partecipazione consapevole e responsabile. Si potrebbero citare molti movimenti  che gandhianamente sperimentano il cambiamento che vorrebbero vedere realizzato, ma suggeriamo all’onorevole Bersani di consultare almeno i tre che, in questa fase, stanno producendo nel nostro Paese i maggiori cambiamenti culturali e politici, interloquendo anche con pezzi importanti della sua maggioranza parlamentare: il Movimento No-Tav, il  Movimento per l’acqua pubblica, il Movimento per il disarmo. Continua a leggere

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Gentile Pierluigi Bersani, Segretario nazionale del Partito Democratico

sono rimasto stupito del suo sostegno esplicito al governo Monti anche nella scelta di agevolare l’avventura bellica francese in Mali.81b6aef19cc46d9b9e840760b1ea928b_XL

Il governo italiano in carica – che ha operato in questi mesi drastici tagli alle protezioni sociali confermando, invece, le folli spese militari, mettendole al sicuro per i prossimi anni – chiude la sua esperienza politica, in modo coerente con questa impostazione bellicista, concedendo addestratori e “supporto logistico al trasferimento militare” per l’intervento armato della Francia in Mali. Si tratta di un governo che con questa scelta ripudia, ancora una volta, la Costituzione repubblicana. La cui politica estera è dunque, a sua volta, da ripudiare, piuttosto che avallare.

Con essa, è necessario ripudiare una politica internazionale che ha visto anche il nostro Paese ingaggiato, dal 2001 ad oggi, in interventi armati, in giro per il mondo, con il pretesto della lotta al terrorismo: dall’Iraq all’Afghanistan alla Libia. Continua a leggere

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