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Riparare il mondo. Ricostruire con Alex Langer la buona politica che ci manca

I movimenti per la pace devono sforzarsi di essere sempre meno costretti ad improvvisare per reagire a singole emergenze,

ed attrezzarsi invece a sviluppare idee e proposte forti, capaci di aiutare anche la prevenzione, non solo la cura di crisi e conflitti

Alex Langer, “Pace e nuovo ordine mondiale”, 1991

 

Già nel 1989, anno dell’abbattimento del muro di Berlino che avrebbe portato (almeno temporaneamente) al superamento della contrapposizione Est-Ovest, Alex Langer scriveva su Nigrizia un articolo dal titolo “Non basta l’antirazzismo“, nel quale – con sguardo lungimirante – ammoniva: “finché la nostra civiltà industrializzata e opulenta, consumistica e competitiva imporrà a tutti i popoli la sua legge del profitto e dell’espansione, sarà inevitabile che gli squilibri da essa indotti sull’intero pianeta spingeranno milioni e miliardi di persone a cercare la loro fortuna – anzi la loro sopravvivenza – “a casa nostra”, dopo che abbiamo reso invivibile “casa loro”. Perché meravigliarsi se in tanti seguono le loro materie prime e le loro ricchezze che navi, aereri e oleodotti dirottano dal loro mondo verso il nostro? Attrezzarsi ad un futuro multi-etnico, multi-culturale e pluri-lingue è dunque una necessità, anche se non piacesse.” Continua a leggere

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Dal ripudio della guerra ai Corpi civili di pace nel Servizio civile

colomba picasso

Dopo 25 anni di interventi militari italiani, la nonviolenza ancora è in cammino

Finalmente il penultimo giorno dell’anno scorso è stato pubblicato il bando per i progetti di Servizio civile per la sperimentazione dei Corpi civili di pace. Sono passati oltre due anni da quando, in una notte del dicembre 2013, Giulio Marcon – deputato indipendente di SEL e coordinatore dell’Intergruppo dei parlamentari per la pace – fece approvare un emendamento alla legge di stabilità per la “sperimentazione della presenza di 500 giovani volontari da impegnare in azioni di pace nelle aree di conflitto o a rischio di conflitto”. Il bando emanato presenta certo diverse criticità – evidenziate sia dalla CNESC  (Conferenza nazionale degli enti di servizio civile) che dal Tavolo interventi civili di pace – ma rappresenta un fatto di notevole rilievo nella storia del nostro Paese. Si tratta del primo vero tentativo di realizzazione integrale – seppur sperimentale e relativo al solo servizio civile – di un principio fondamentale della Costituzione italiana, il ripudio della guerra come “mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Ed è un punto di arrivo – seppur parziale – di almeno due importanti percorsi nella storia della nonviolenza italiana: l’obiezione di coscienza al servizio militare che ha portato al servizio civile e gli interventi civili di pace che hanno portato i corpi civili di pace. Continua a leggere

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Da Srebrenica ad Atene, un’Europa di muri anziché di ponti

srebrenica

Ho iniziato a scrivere queste note in un caldo 11 luglio, nel ventennale del massacro di Srebrenica; nel pieno della crisi tra la Grecia e il resto d’Europa.

Srebrenica

All’inizio di luglio del 1995, dopo innumerevoli massacri che avevano colpito tutte le parti in conflitto nella guerra di smembramento della Repubblica socialista federale di Jugoslavia, avviene a Srebrenica – con l’inerzia complice del contingente delle Nazioni Unite e della Comunità internazionale – il più grande massacro di cittadini europei dalla fine della seconda guerra mondiale. Tra l’11 e il 12 luglio, le truppe serbe si rendono colpevoli di un genocidio di circa 10.000 bosniaci musulmani, maschi dai 12 ai 77 anni, separati dalle donne e passati per le armi. La più grande e scientifica operazione di “pulizia etnica” in Europa dopo quella nazista. Continua a leggere

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Il sogno di Langer in un emendamento alla legge di stabilità?

Alex Langer e i corpi civili di pacealexander_langer_imagelarge

E’ stato probabilmente l’ultimo documento elaborato da Alex Langer, pochi giorni prima della sua dipartita, quello preparato nel giugno del 1995 Per la creazione di un corpo civile di pace europeo, pubblicato su Azione nonviolenta nell’ottobre dello stesso anno. Nel pieno della crisi Jugoslava, dopo il drammatico appello per l’intervento internazionale volto a per rompere l’assedio di Sarajevo (“L’Europa nasce o muore a Sarajevo”), Langer immagina una vera e propia forza disarmata, costituita “dall’Unione Europea sotto gli ascupici dell’ONU”, inizialmente composta da almeno un migliaio di persone, tra professionisti e volontari, ma tutti perfettamente formati ed equipaggiati per intervenire nei conflitti internazionali prima dell’esposione della violenza e capaci di rimanervi efficacemente anche durante la fase acuta. Il corpo di pace, scrive tra l’altro Langer “nel fare ciò ha solo la forza del dialogo nonviolento, della convinzione e della fiducia da costruire o restaurare. Agirà portando messaggi da una comunità all’altra. Continua a leggere

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Quei disarmati facitori di pace (che non vivono in un pub)

Ho letto La conta dei salvati. Dalla Grande Guerra al Tibet: storie di sangue risparmiato, l’ultimo importante lavoro della storica Anna Bravo (Edizioni Laterza, giugno 2013), proprio nei giorni in cui alla Camera dei Deputati si discuteva sui caccia F-35, si votava quella che è stata definita l’ipocrita mozione della maggioranza di governo e si ascoltavano le deliranti dichiarazioni del ministro della difesa sull’armare la pace per amare la paceE’ stato un salutare antidoto di lucidità. Ed anche un punto riferimento ulteriore, a partire dal quale misurare la lontananza culturale tra chi ha il mandato di gestire i temi fondamentali della vita e della morte (armi e guerre, comunque aggettivate, fatte o risparmiate, di questo trattano) puntando sugli armamenti e i facitori di pace (per dirla, come fa la Bravo, con Alex Langer) cioè tutti coloro che nel Novecento e dopo, in tutte le latitudini, noti o sconosciuti, hanno operato ed operano – dal basso e disarmati – per risparmiare il sangue. E costruiscono storia, perché costruiscono futuro. Continua a leggere

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