Il coraggio di aver paura. Urgenza di rileggere e divulgare le “Tesi sull’età atomica” di Günther Anders

Kailum Graves, Tsar-Bomba

Di fronte all’indifferenza con la quale stiamo assistendo ad una escalation bellica in Europa tra potenze atomiche, nella speranza che, in fondo, non facciano sul serio, “non possano” fare sul serio (come se le bombe su Hiroshima e Nagasaki non ci fossero mai state), mentre il Bollettino degli scienziati atomici ci avvisa – ormai consecutivamente da tre anni – che siamo a soli cento secondi dall’apocalisse, è necessario ri/prendere coscienza del nostro status di “quelli-che-esistono-ancora”, di vivere cioè – da Hiroshima in avanti – nella precarietà esistenziale, strutturale e globale, dovuta alla possibilità di estinzione del genere umano, attraverso il pigiare di un pulsante, quello delle armi nucleari. La coscienza diffusa di questa possibilità, presente fino all’abbattimento del muro di Berlino – di cui è stata anzi il piccone etico principale grazie all’iniziativa unilaterale di Michail Gorbačëv (i cui meriti storici non sono ancora stati sufficientemente riconosciuti) – è man mano stata rimossa nelle generazioni successive, nonostante la guerra sia tornata ad essere normalmente “la continuazione della politica con altri mezzi” (Carl von Clausewitz); nonostante migliaia di testate nucleari siano puntate contro le teste di tutti più luccicanti e potenti che mai; nonostante il Trattato per la proibizione delle armi nucleari le abbia messe fuorilegge; nonostante – infine – i cinque paesi del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite abbiano recentemente e congiuntamente affermato “che una guerra nucleare non può essere vinta e non deve mai verificarsi”, senza trarne le conseguenze disarmanti.

La rimozione della coscienza del pericolo atomico – e del relativo e necessario impegno per il disarmo – ha portato con sé anche la rimozione dell’opera di uno dei massimi pensatori dello stato dell’umanità nell’epoca della possibilità dell’apocalisse nucleare: Günther Anders, autore di opere fondamentali per comprendere il nostro precario stare al mondo – da Essere o non essere. Diario di Hiroshima e Nagasaki al carteggio con Claude Eatherly, uno dei piloti di Hioroshima, a L’uomo è antiquato – di cui quest’anno cadono i 120 anni dalla nascita e i 30 dalla morte. Tra i suoi scritti fondamentali, urgentemente da rileggere, meditare e divulgare, sono Le tesi sull’età atomica, qui riportate integralmente nella versione italiana edita da Linea d’Ombra (1995) in appendice a Essere o non essere. Diario di Hiroshima e Nagasaki. Le tesi sull’età atomica sono un testo “improvvisato” di Anders nel 1960 dopo un dibattito sui problemi morali dell’età atomica con gli studenti dell’Università di Berlino, dove sono esposte in maniera limpida ed essenziale le caratteristiche, inedite e inaudite, dell’epoca atomica. Nella quale bisogna trovare “il coraggio di aver paura” perché la paura è segno di consapevolezza ed ha perciò un valore euristico, cioè di strumento di conoscenza della realtà, e “vivificante, poiché invece di rinchiuderci nelle nostre stanze ci fa uscire sulle piazze” a lottare per il disarmo, ossia per l’impegno fondamentale per tutte e tutti, perché “ciò contro cui lottiamo, non è questo o quell’avversario che potrebbe essere attaccato o liquidato con mezzi atomici, ma la situazione atomica in sé”.

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Per la sicurezza di tutti, sottrarre il monopolio della difesa ai militari

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Le vicende di questi giorni, che legano tragicamente i terremoti e la nevicate nel Centro Italia, mi fanno pensare che vorrei vivere in un Paese moderno, capace di dotarsi – capillarmente – di potenti mezzi di difesa, come turbine, spazzaneve, rilevatori della stabilità degli edifici, elicotteri della protezione civile in grado di volare di notte, canadair…Invece viviamo in un Paese che preferisce dotarsi – abnormemente – di tremendi strumenti di guerra: cacciabombardieri F35, portaerei, carriarmati… Che difendono egregiamente gli interessi dei produttori di armamenti, ma lasciano drammaticamente indifesi i cittadini di fronte alle minacce quotidiane e reali.
Per questo è ormai necessario sottrarre il monopolio dell’organizzazione della “difesa” – e delle relative risorse – ai militari. E’ il tema che ho provato a sviluppare anche agli Stati Generali della Difesa civile, non armata e nonviolenta dello scorso novembre a Trento. Ne riporto qui la sintesi, pubblicata su Azione nonviolenta (nov-dic 2016). Chi volesse ascoltare la registrazione integrale degli Stati Generali può trovarli sul sito di Radio Radicale. Continua a leggere

Servizio Civile Nazionale: ribadita l’identità, manca la pari dignità

Il Servizio Civile è un “autonomo istituto repubblicano di difesa civile, alternativa a quella militare.” E’ la definizione che ne danno le nuove Linee guida per la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale emanate il 19 luglio scorso con decreto del capo del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, Paola Paduano. Si tratta di un documento importante che, innovando le precedenti “linee guida”, fa uno sforzo culturale per ribadire e consolidare l’identità del servizio civile in quanto “istituzione deputata alla difesa della Patria intesa come dovere di salvaguardia e promozione dei valori costituzionali fondanti la comunità dei consociati e, quindi, di difesa della Repubblica e delle sue istituzioni, così come disegnate ed articolate nella Costituzione”. Con l’aria bellicista che tira dalle parti del Ministero della difesa, quest’idea di difesa della Patria – “da interpretare in senso moderno, libero da retoriche del passato” (come sottolinea lo stesso documento ndr) – non è affatto scontata, tutt’altro. Continua a leggere

Per un 2 giugno disarmato: due lettere costituzionali

   Il 2 giugno del 1946, nelle prime elezioni a suffragio universale della storia italiana – dopo vent’anni di fascismo, la tragedia della guerra e la lotta di liberazione – si votò per il referendum tra monarchia e repubblica e per l’elezione dell’Assemblea costituente. Nacque da quelle elezioni la “Repubblica democratica fondata sul lavoro” come recita il primo principio della nostra Costituzione. Il 2 giugno, nel ricordo di quelle prime elezioni, è dunque la “Festa della Repubblica”. Dal 1950, per volere dell’allora ministro della difesa Pacciardi, l’evento principale della Festa della Repubblica è la parata militare; abolita nel 1992 dal Presidente Scalfaro, ripristinata nel 2001 da Carlo Azeglio Ciampi. Continua a leggere

Pericle e i saggi

Questo gran parlare di saggi mi ha fatto tornare in mente lo studio giovanile dell'”Etica nicomachea”, laddove Aristotele, nella sua meticolosa sistematizzazione della conoscenza antica,  distingue sapienza da saggezza. La sapienza, nel sistema aristotelico, ha per oggetto la conoscenza dei principi assoluti, addirittura “necessari”, ossia ciò che non può essere modificato dall’uomo ma solo conosciuto e contemplato La saggezza, invece, ha per oggetto l’agire umano e i mezzi utilizzati, concerne “le cose che per l’uomo sono buone e cattive”. “La saggezza” spiega Aristotele “dirige l’agire nell’ambito dei beni umani”, per cui essa è una virtù eminentemente politica. L’esempio di uomo saggio  proposto da Aristotele è Pericle – da molti considerato”l’inventore della democrazia” – in tempi recenti tirato in ballo anche nella disputa politica italiana, a proposito del suo celebre “discorso agli ateniesi” del 461 avanti Cristo. Credo meriti rileggerlo: Continua a leggere

Ma la guerra NO! L’epica dimenticata di Mario e Fermo

introduzione al Seminario storico “Né un uomo, né un soldo: l’opposizione popolare alle prime guerre dell’Italia unita” di sabato 23 febbraio 2013 (pubblicata su “Pollicino gnus – Ma la guerra no! Una storia antimilitarista a Reggio Emilia”, 213/13)seminario_storico

Quando decidemmo di svolgere il primo seminario storico su Mario Baricchi e Fermo Angioletti il 25 febbraio dell’anno scorso, nell’anniversario della loro morte avvenuta il 25 febbraio del 1915, non sapevamo ancora che quella data avrebbe coinciso con la giornata di mobilitazione nazionale “Taglia le ali alle armi” per fermare l’acquisto dei cacciabombardieri F-35. Quella coincidenza ha riconsegnato ad alcuni degli organizzatori una giornata densa di un doppio impegno, ma coerente nelle sue finalità: al mattino la raccolta di firme contro gli armamenti in piazza Martiri del 7 luglio, al pomeriggio il seminario per riportare alla memoria la storia di una tragica giornata di lotta di quasi un secolo fa, di fronte al Teatro Arisosto, contro l’ingresso della Patria nella “Grande guerra”. Tra i due  impegni un filo rosso di continuità. Continua a leggere

Da che parte sto?

Alle Associazioni promotrici dell’appello “Da che parte stare

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ASSOCIAZIONE 46ESIMO PARALLELO – ATLANTE DELLE GUERRE E DEI CONFITTI
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Cari amici,

da che parte sto? Sempre dalla stessa parte, dalla parte della pace, del ripudio della guerra e della sua preparazione. Non solo, sto anche dalla parte della costruzione e della preparazione delle alternative alla guerra fondate sulla cultura, la politica e il metodo della nonviolenza. Sto da questa parte adesso, in questa campagna elettorale che, pur volgendo al termine, stenta a mettere al centro i temi fondamentali; stavo da questa parte prima, nei vent’anni e passa di attivismo nel movimento per la pace; starò da questa parte dopo, da segretario nazionale del Movimento Nonviolento di Aldo Capitini. Continua a leggere

Pace e disarmo: un documento impegnativo di SEL in risposta all’Agenda della pace

Ecco il documento che Nichi Vendola ha consegnato alle Rete Italiana Disarmo ed al Tavolo Interventi Civili di Pace, nell’incontro che ha preceduto la conferenza stampa di ieri su disarmo e spese militari.

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LE PROPOSTE PROGRAMMATICHE DI SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTÀ SUL
PACE, DISARMO, NONVIOLENZA E LE RISPOSTE AL DOCUMENTO DELLA RETE
ITALIANA PER IL DISARMO, ED IL TAVOLO INTERVENTI CIVILI DI PACE:
“ AGENDA PER LA PACE ED IL DISARMO PER LA PROSSIMA LEGISLATURA”
Febbraio 2013 Continua a leggere

L’Agenda del disarmo e della pace per la prossima legislatura. La mia Agenda

Dopo aver contribuito alla stesura di questa “Agenda del Disarmo e della Pace per la prossima legislatura” in quanto segretario del Movimento Nonviolento, organizzazione attiva sia nella Rete Italiana Disarmo che nel Tavolo Interventi Civili di Pace, non posso che farla mia in quanto candidato indipendente in Sinistra Ecologia e Libertàagenda-pace-rid

In occasione delle prossime elezioni politiche, la Rete Italiana per il Disarmo e il Tavolo Interventi Civili di Pace intendono stimolare un percorso di disarmo e Pace presentando questo documento di proposta che chiediamo ai partiti e alle coalizioni di sottoscrivere Riteniamo che i seguenti impegni siano in piena sintonia con il dettato costituzionale (in particolare l’Articolo 11 della nostra Costituzione), permettano all’Italia di svolgere il proprio ruolo internazionale secondo la Carta delle Nazioni Unite e rappresentino un contributo effettivo e sostenibile per una maggior sicurezza reale di tutti i cittadini e le cittadine del nostro Paese.

Gli organismi che rappresentiamo si sono resi protagonisti nel corso degli ultimi anni – in maniera concreta, propositiva e documentata – di numerose campagne e mobilitazioni su tutti gli aspetti di queste complesse tematiche. Sempre ritenendo che la costruzione della Pace e di una maggiore giustizia sociale potesse discendere solo da cammini reali di disarmo e nonviolenza, in un’ottica che possa prevedere l’eliminazione futura di tutte le armi. Lo spirito della nostra azione si può riassumere con la frase “se vuoi la Pace prepara la Pace”. Continua a leggere

L’Alleanza civile. Per il Servizio Civile Nazionale come difesa civile della Patria

Sottoscritta l’Alleanza per il Servizio Civile da segretario del Movimento Nonviolento, ne condivido in pieno i contenuti anche da candidato indipendente nella lista di SEL Emilia Romagna. Sottolineo la centralità del Servizio Civile in quanto mezzo di difesa civile, non armata e nonviolenta della Patria, coerente con l’art.11 della Costituzione, da finanziare adeguatamente attraverso la riduzione delle spese militari. Sia questo un impegno fondamentale del nuovo Parlamento per rilanciare il Servizio Civile come diritto universale.download

Negli ultimi 40 anni l’Italia ha visto nascere e consolidarsi il servizio civile, prima rivolto agli obiettori di coscienza al servizio militare e, dal 2001, svolto dai giovani, uomini e donne del SCN, su base volontaria.
Circa un milione e trecentomila persone lo hanno realizzato, molte di più avrebbero voluto parteciparvi.
I cittadini residenti nel nostro Paese, soprattutto i più deboli, il patrimonio culturale e artistico, il protagonismo dei giovani ne hanno tratto giovamento.
Le difficoltà incontrate (un finanziamento pubblico incerto e calante, la diversità di visioni fra Stato e Regioni, le differenze rilevanti nell’investimento da parte degli enti) hanno ridotto l’efficacia dell’impatto, ma hanno anche permesso di capire le vie di uscita in positivo. Continua a leggere