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Per la sicurezza di tutti, sottrarre il monopolio della difesa ai militari

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Le vicende di questi giorni, che legano tragicamente i terremoti e la nevicate nel Centro Italia, mi fanno pensare che vorrei vivere in un Paese moderno, capace di dotarsi – capillarmente – di potenti mezzi di difesa, come turbine, spazzaneve, rilevatori della stabilità degli edifici, elicotteri della protezione civile in grado di volare di notte, canadair…Invece viviamo in un Paese che preferisce dotarsi – abnormemente – di tremendi strumenti di guerra: cacciabombardieri F35, portaerei, carriarmati… Che difendono egregiamente gli interessi dei produttori di armamenti, ma lasciano drammaticamente indifesi i cittadini di fronte alle minacce quotidiane e reali.
Per questo è ormai necessario sottrarre il monopolio dell’organizzazione della “difesa” – e delle relative risorse – ai militari. E’ il tema che ho provato a sviluppare anche agli Stati Generali della Difesa civile, non armata e nonviolenta dello scorso novembre a Trento. Ne riporto qui la sintesi, pubblicata su Azione nonviolenta (nov-dic 2016). Chi volesse ascoltare la registrazione integrale degli Stati Generali può trovarli sul sito di Radio Radicale. Continua a leggere

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Servizio Civile Nazionale: ribadita l’identità, manca la pari dignità

Il Servizio Civile è un “autonomo istituto repubblicano di difesa civile, alternativa a quella militare.” E’ la definizione che ne danno le nuove Linee guida per la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale emanate il 19 luglio scorso con decreto del capo del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, Paola Paduano. Si tratta di un documento importante che, innovando le precedenti “linee guida”, fa uno sforzo culturale per ribadire e consolidare l’identità del servizio civile in quanto “istituzione deputata alla difesa della Patria intesa come dovere di salvaguardia e promozione dei valori costituzionali fondanti la comunità dei consociati e, quindi, di difesa della Repubblica e delle sue istituzioni, così come disegnate ed articolate nella Costituzione”. Con l’aria bellicista che tira dalle parti del Ministero della difesa, quest’idea di difesa della Patria – “da interpretare in senso moderno, libero da retoriche del passato” (come sottolinea lo stesso documento ndr) – non è affatto scontata, tutt’altro. Continua a leggere

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Per un 2 giugno disarmato: due lettere costituzionali

   Il 2 giugno del 1946, nelle prime elezioni a suffragio universale della storia italiana – dopo vent’anni di fascismo, la tragedia della guerra e la lotta di liberazione – si votò per il referendum tra monarchia e repubblica e per l’elezione dell’Assemblea costituente. Nacque da quelle elezioni la “Repubblica democratica fondata sul lavoro” come recita il primo principio della nostra Costituzione. Il 2 giugno, nel ricordo di quelle prime elezioni, è dunque la “Festa della Repubblica”. Dal 1950, per volere dell’allora ministro della difesa Pacciardi, l’evento principale della Festa della Repubblica è la parata militare; abolita nel 1992 dal Presidente Scalfaro, ripristinata nel 2001 da Carlo Azeglio Ciampi. Continua a leggere

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Pericle e i saggi

Questo gran parlare di saggi mi ha fatto tornare in mente lo studio giovanile dell'”Etica nicomachea”, laddove Aristotele, nella sua meticolosa sistematizzazione della conoscenza antica,  distingue sapienza da saggezza. La sapienza, nel sistema aristotelico, ha per oggetto la conoscenza dei principi assoluti, addirittura “necessari”, ossia ciò che non può essere modificato dall’uomo ma solo conosciuto e contemplato La saggezza, invece, ha per oggetto l’agire umano e i mezzi utilizzati, concerne “le cose che per l’uomo sono buone e cattive”. “La saggezza” spiega Aristotele “dirige l’agire nell’ambito dei beni umani”, per cui essa è una virtù eminentemente politica. L’esempio di uomo saggio  proposto da Aristotele è Pericle – da molti considerato”l’inventore della democrazia” – in tempi recenti tirato in ballo anche nella disputa politica italiana, a proposito del suo celebre “discorso agli ateniesi” del 461 avanti Cristo. Credo meriti rileggerlo: Continua a leggere

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Ma la guerra NO! L’epica dimenticata di Mario e Fermo

introduzione al Seminario storico “Né un uomo, né un soldo: l’opposizione popolare alle prime guerre dell’Italia unita” di sabato 23 febbraio 2013 (pubblicata su “Pollicino gnus – Ma la guerra no! Una storia antimilitarista a Reggio Emilia”, 213/13)seminario_storico

Quando decidemmo di svolgere il primo seminario storico su Mario Baricchi e Fermo Angioletti il 25 febbraio dell’anno scorso, nell’anniversario della loro morte avvenuta il 25 febbraio del 1915, non sapevamo ancora che quella data avrebbe coinciso con la giornata di mobilitazione nazionale “Taglia le ali alle armi” per fermare l’acquisto dei cacciabombardieri F-35. Quella coincidenza ha riconsegnato ad alcuni degli organizzatori una giornata densa di un doppio impegno, ma coerente nelle sue finalità: al mattino la raccolta di firme contro gli armamenti in piazza Martiri del 7 luglio, al pomeriggio il seminario per riportare alla memoria la storia di una tragica giornata di lotta di quasi un secolo fa, di fronte al Teatro Arisosto, contro l’ingresso della Patria nella “Grande guerra”. Tra i due  impegni un filo rosso di continuità. Continua a leggere

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Da che parte sto?

Alle Associazioni promotrici dell’appello “Da che parte stare

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ASSOCIAZIONE 46ESIMO PARALLELO – ATLANTE DELLE GUERRE E DEI CONFITTI
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Cari amici,

da che parte sto? Sempre dalla stessa parte, dalla parte della pace, del ripudio della guerra e della sua preparazione. Non solo, sto anche dalla parte della costruzione e della preparazione delle alternative alla guerra fondate sulla cultura, la politica e il metodo della nonviolenza. Sto da questa parte adesso, in questa campagna elettorale che, pur volgendo al termine, stenta a mettere al centro i temi fondamentali; stavo da questa parte prima, nei vent’anni e passa di attivismo nel movimento per la pace; starò da questa parte dopo, da segretario nazionale del Movimento Nonviolento di Aldo Capitini. Continua a leggere

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Pace e disarmo: un documento impegnativo di SEL in risposta all’Agenda della pace

Ecco il documento che Nichi Vendola ha consegnato alle Rete Italiana Disarmo ed al Tavolo Interventi Civili di Pace, nell’incontro che ha preceduto la conferenza stampa di ieri su disarmo e spese militari.

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LE PROPOSTE PROGRAMMATICHE DI SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTÀ SUL
PACE, DISARMO, NONVIOLENZA E LE RISPOSTE AL DOCUMENTO DELLA RETE
ITALIANA PER IL DISARMO, ED IL TAVOLO INTERVENTI CIVILI DI PACE:
“ AGENDA PER LA PACE ED IL DISARMO PER LA PROSSIMA LEGISLATURA”
Febbraio 2013 Continua a leggere

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L’Agenda del disarmo e della pace per la prossima legislatura. La mia Agenda

Dopo aver contribuito alla stesura di questa “Agenda del Disarmo e della Pace per la prossima legislatura” in quanto segretario del Movimento Nonviolento, organizzazione attiva sia nella Rete Italiana Disarmo che nel Tavolo Interventi Civili di Pace, non posso che farla mia in quanto candidato indipendente in Sinistra Ecologia e Libertàagenda-pace-rid

In occasione delle prossime elezioni politiche, la Rete Italiana per il Disarmo e il Tavolo Interventi Civili di Pace intendono stimolare un percorso di disarmo e Pace presentando questo documento di proposta che chiediamo ai partiti e alle coalizioni di sottoscrivere Riteniamo che i seguenti impegni siano in piena sintonia con il dettato costituzionale (in particolare l’Articolo 11 della nostra Costituzione), permettano all’Italia di svolgere il proprio ruolo internazionale secondo la Carta delle Nazioni Unite e rappresentino un contributo effettivo e sostenibile per una maggior sicurezza reale di tutti i cittadini e le cittadine del nostro Paese.

Gli organismi che rappresentiamo si sono resi protagonisti nel corso degli ultimi anni – in maniera concreta, propositiva e documentata – di numerose campagne e mobilitazioni su tutti gli aspetti di queste complesse tematiche. Sempre ritenendo che la costruzione della Pace e di una maggiore giustizia sociale potesse discendere solo da cammini reali di disarmo e nonviolenza, in un’ottica che possa prevedere l’eliminazione futura di tutte le armi. Lo spirito della nostra azione si può riassumere con la frase “se vuoi la Pace prepara la Pace”. Continua a leggere

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L’Alleanza civile. Per il Servizio Civile Nazionale come difesa civile della Patria

Sottoscritta l’Alleanza per il Servizio Civile da segretario del Movimento Nonviolento, ne condivido in pieno i contenuti anche da candidato indipendente nella lista di SEL Emilia Romagna. Sottolineo la centralità del Servizio Civile in quanto mezzo di difesa civile, non armata e nonviolenta della Patria, coerente con l’art.11 della Costituzione, da finanziare adeguatamente attraverso la riduzione delle spese militari. Sia questo un impegno fondamentale del nuovo Parlamento per rilanciare il Servizio Civile come diritto universale.download

Negli ultimi 40 anni l’Italia ha visto nascere e consolidarsi il servizio civile, prima rivolto agli obiettori di coscienza al servizio militare e, dal 2001, svolto dai giovani, uomini e donne del SCN, su base volontaria.
Circa un milione e trecentomila persone lo hanno realizzato, molte di più avrebbero voluto parteciparvi.
I cittadini residenti nel nostro Paese, soprattutto i più deboli, il patrimonio culturale e artistico, il protagonismo dei giovani ne hanno tratto giovamento.
Le difficoltà incontrate (un finanziamento pubblico incerto e calante, la diversità di visioni fra Stato e Regioni, le differenze rilevanti nell’investimento da parte degli enti) hanno ridotto l’efficacia dell’impatto, ma hanno anche permesso di capire le vie di uscita in positivo. Continua a leggere

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Gentile Pierluigi Bersani, Segretario nazionale del Partito Democratico

sono rimasto stupito del suo sostegno esplicito al governo Monti anche nella scelta di agevolare l’avventura bellica francese in Mali.81b6aef19cc46d9b9e840760b1ea928b_XL

Il governo italiano in carica – che ha operato in questi mesi drastici tagli alle protezioni sociali confermando, invece, le folli spese militari, mettendole al sicuro per i prossimi anni – chiude la sua esperienza politica, in modo coerente con questa impostazione bellicista, concedendo addestratori e “supporto logistico al trasferimento militare” per l’intervento armato della Francia in Mali. Si tratta di un governo che con questa scelta ripudia, ancora una volta, la Costituzione repubblicana. La cui politica estera è dunque, a sua volta, da ripudiare, piuttosto che avallare.

Con essa, è necessario ripudiare una politica internazionale che ha visto anche il nostro Paese ingaggiato, dal 2001 ad oggi, in interventi armati, in giro per il mondo, con il pretesto della lotta al terrorismo: dall’Iraq all’Afghanistan alla Libia. Continua a leggere

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