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Nonostante tutto, la nonviolenza è in cammino

(foto di Antonella Iovino)

(foto di Antonella Iovino)

A piedi scalzi e in Parlamento

I piedi servono per camminare, per correre, per andare incontro; sui piedi delle persone camminano le civiltà. Ma i piedi possono anche servire a dare calci e fare sgambetti – in un impeto di puro e gratuito odio – a chi fugge dalla guerra con un bambino in braccio… Lo scorso 11 settembre, in Italia, i piedi di donne e uomini hanno percorso le strade delle nostre città. Hanno marciato scalzi, in segno di condivisione, di pace, di accoglienza, ma anche in segno di umiltà. L’umiltà che manca all’Europa che respinge in mare e sui fili spinati quell’umanità disperata che cerca rifugio dalla “terza guerra mondiale diffusa” (come la definisce significativamente papa Francesco), nei cui confronti l’Europa ha enormi responsabilità. Continua a leggere

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AnnotAzioni. Un anno di articoli nel blog per la nonviolenza e il disarmo

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

Un “cable car” di San Francisco contiene 60 passeggeri. Questo blog è stato visto circa 2.200 volte nel 2014. Se fosse un cable car, ci vorrebbero circa 37 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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Per un anno di consapevolezza e d’impegno. Come un augurio

944793_10151896904738768_460733966_nPer iniziare con consapevolezza questo nuovo anno suggerisco un indicatore di attualità del discorso pubblico dominante: andate a rileggere il primo messaggio di fine anno agli italiani del presidente Pertini. Era il 1978 e c’era la consapevolezza diffusa del pericolo alla sicurezza generale derivante dalla corsa agli armamenti e della corrispondente necessità di disarmo. Nella sera dell’ultimo dell’anno Pertini, con la sua pipa in mano, diceva così agli italiani: “bastano alcuni dati per persuaderci dell’importanza di questo compito: oggi si spendono per le armi nucleari quattrocentomila miliardi all’anno; le superpotenze posseggono dodicimila testate nucleari che corrispondono a circa un milione e cinquecentomila bombe uguali a quelle che hanno distrutto Hiroshima ed Hiroshima è là ad ammonire tutta l’umanità. La tragedia che ha conosciuto Hiroshima potrebbe conoscerla domani l’umanità intera, eppure vi sono seicento milioni di creature umane che mentre io parlo stanno lottando contro la fame. Lo ripeto qui a voi, italiani ed italiane, quello che ebbi a dire innanzi al parlamento quando fui insediato come presidente della repubblica: si svuotino gli arsenali di guerra sorgente di morte, si colmino i granai sorgente di vita per milioni di creature umane che stanno lottando contro la fame.”

Oggi, i dati proposti allora dal Presidente della Repubblica alla consapevolezza degli italiani sono drammaticamente più gravi: Continua a leggere

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