Archivi del mese: luglio 2020

Servizio Civile “Universale”? Basta dire menzogne ai giovani!

[foto di Annachiara Pugliese]

Con la nonviolenza riconosciamo il diritto di tutti all’esistenza,

con la non menzogna il diritto di tutti alla verità

Aldo Capitini

Mi occupo di Servizio civile da quando ho svolto il mio anno da obiettore di coscienza al servizio militare, da molto tempo come formatore dei volontari civili sui temi della storia di questo istituto repubblicano e sulla “difesa della patria”, come attivista del Movimento Nonviolento fondato da Pietro Pinna e Aldo Capitini, ma oggi anche – dal punto di vista professionale – come responsabile di “politiche giovanili”. In questi anni ho avuto piena conferma del valore formativo della coerenza tra le parole e le cose: i giovani – per i quali il servizio civile rappresenta spesso la prima forma di partecipazione personale attiva alla vita della comunità – affinché si appassionino hanno bisogno di sentire parole autentiche, ecologiche, di verità, che abbiano una corrispondenza trasparente con la realtà, non fumose retoriche puntualmente contraddette dai fatti. Continua a leggere

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La Terra in prestito dai nostri figli. Le risposte di Alex Langer alle domande dei movimenti di oggi

Ho incontrato di persona e parlato una sola volta con Alex Langer, in un incontro pubblico svolto a Messina in occasione – se la memoria non m’inganna – delle campagna elettorale per le elezioni europee del 1989, nelle quali io votai per la prima volta per i Verdi e lui fu eletto al Parlamento europeo e successivamente alla presidenza del gruppo parlamentare del Sole che ride di Strasburgo. Ciò che ricordo con chiarezza è che – da studente di filosofia, alla ricerca di parole che dicessero l’essenza – fui colpito dal suo ragionamento e dalla sua visione che, senza fronzoli ed artifici retorici, andavano alle questioni essenziali ed all’essenza nelle questioni, connettendo locale e globale, etica e politica. Non solo l’impegno per una politica ecologica ma anche per una ecologia della politica, a servizio dell’urgenza di rendere il mondo un posto migliore e non dell’indice di gradimento nel prossimo sondaggio. Per questo, da allora – seppur non sempre condividendo fino in fondo tutte le sue prese di posizione pubbliche – non ho più perso di vista Alex Langer, fino al tragico epilogo del 3 luglio del 1995. Tuttavia solo dopo ne ho approfondito davvero il pensiero e l’impegno, che non solo anticipavano le questioni ancora essenziali per noi, qui ed ora, ma già davano – oltre venticinque anni fa – le risposte fondamentali alle domande per le quali si mobilitano oggi i giovani in ogni parte del mondo. Continua a leggere

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