Archivi del mese: marzo 2019

Che cosa significa sostenere la pace oggi? Qualche annotazione

Lo scorso sabato 9 marzo sono stato invitato alla sessione di lavoro introduttiva dell’Assemblea nazionale della Rete della Pace, svoltasi a Bologna, insieme a Susanna Camusso, Alex Zanotelli e ad alcuni referenti delle organizzazioni che ne fanno parte, per provare a rispondere alla domanda “Che cosa significa sostenere la pace oggi?”. Ecco alcune annotazioni buttate giù per il mio intervento, già pubblicato sul sito di Rete della Pace

Il passaggio di fase e le questioni aperte

Il quattro marzo del 2018 è avvenuto nel nostro Paese un passaggio di fase che non tutti a sinistra hanno colto, ma con il quale il movimento per la pace, nel suo insieme, deve fare i conti. Sono rimaste aperte, ed anzi aggravate, tutte le questioni che erano già sul tappeto e se ne sono aggiunte delle altre che modificano sostanzialmente il contesto nel quale ci muoviamo. Nonostante diversi esponenti della forza politica maggioritaria oggi al governo abbiano frequentato spesso le nostre assemblee, dicendo di condividere le nostre campagne, i temi sui quali ci siamo spesi negli anni passati sono ancora tutti drammaticamente sul tavolo. Irrisolti. Continua a leggere

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15 marzo 2019, tra barbarie e antibarbarie

Il 15 marzo del 2019 si è aperto con la notizia proveniente da Christchurch, in Nuova Zelanda, nella quale un gruppo neonazista armato ha fatto irruzione in due moschee della città durante la preghiera del venerdì, uccidendo freddamente 49 persone. E’ una strage che ha una dimensione globale, non solo nelle dimensioni, ma per i punti di riferimento espliciti rilasciati sui social da Breton Tarrant, capo del commando: da Luca Traini, il fascio-leghista italiano della tentata strage di Macerata del 2018, ad Alexandre Bissonnette, il nazista canadese che fece una strage in un centro islamico di Quebec City nel 2017. Ma tra tutti, l’ispiratore principale dei terroristi è indicato in Anders Breivik, il nazista norvegese che il 22 luglio del 2011 uccise 77 ragazzi sull’isola di Utoya irrompendo nel campo estivo dei giovani socialisti norvegesi, colpevoli di voler promuovere una società aperta ed interculturale. Quello di Christchurch è l’ultimo atto di una internazionale fascista del terrore – alimentata dal clima di odio promosso in tutto il mondo da imprenditori della paura, al governo anche in Italia – che vuole far precipitare l’umanità nella barbarie. Continua a leggere

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Le lotte dei giovani per il diritto al futuro: riconoscerle, farle durare e dare loro spazio

Ero anch’io uno studente liceale quando l’Europa fu attraversata dall’ultimo grande Movimento di giovani e giovanissimi che chiedevano il diritto al futuro: erano gli anni ’80 del secolo scorso e in tutte le capitali europee sciami di studenti comprendevano che la lezione più importante era quella sul diritto alla vita – contro la follia del dislocamento di missili nucleari puntati contro l’Europa dell’Est e dell’Ovest – che rivendicavano nelle piazze, nelle strade, difronte alla basi militari. Erano gli anni in cui – anche sulla spinta di quel movimento – intellettuali come Gunter Anders pubblicavano “Essere o non essere. Diario di Hiroshima e Nagasaki”, Norberto Bobbio la raccolta di saggi “Il problema della guerra e le vie della pace” e Johan Galtung avviava la peace reserch internazionale connettendo – già allora – il tema della pace con la questione ecologica in “Ambiente, sviluppo e attività militare”. E i partiti della sinistra europea, insieme ai nascenti movimenti politici ecologisti, sostenevano ovunque la lotta degli studenti. Un Movimento che – collegando le manifestazioni dell’Ovet a quelle del dissenso crescente nei Paesi dell’Est – contribuì, infine, all’abbattimento del Muro di Berlino nel 1989 ed alla fine di quella fase di corsa agli armamenti. Continua a leggere

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