Un’altra difesa è possibile, non un’utopia

Lo stato della Campagna per la difesa civile, non armata e nonviolenta in Emilia Romagna, nell’intervista rilasciata ad Ilaria Venturi per La Repubblica.it edizione di Bologna

Presentazione della Campagna "Un'altra difesa è possibile" in Sala del Tricolore a Reggio Emilia (foto di Antonella Iovino)

Presentazione della Campagna “Un’altra difesa è possibile” in Sala del Tricolore a Reggio Emilia (foto di Antonella Iovino)

Un’altra difesa è possibile. E non è una utopia, il sogno di pochi pacifisti, ma una proposta concreta: una legge di iniziativa popolare per realizzare in Italia una difesa civile non armata e non violenta. La raccolta di firme è già partita e sono già un migliaio le adesioni in Emilia Romagna. La campagna è solo agli inizi e si farà sentire in particolare a Bologna il 21 marzo, durante la Giornata nazionale della memoria e dlel’impegno contro le mafie di Libera. In Regione il consiglio comunale di Reggio Emilia ha aderito per primo alla campagna pacifista. “Ci aspettiamo lo faccia presto anche Bologna”, l’appello di Pasquale Pugliese, anima di questa iniziativa promossa da sei reti nazionali (Cnesc, Forum nazionale servizio civile, Rete della pace, Icp, Sbilanciamoci, Controllarmi).

“Fino a non molto tempo fa i pacifisti si limitavano a fare appelli o mobilitazioni estemporanee che servivano forse più a sentirsi a posto con la coscienza che a fermare realmente le guerre. Neanche l’enorme mobilitazione internazionale del 2003, contro la seconda guerra nel Golfo, è riuscita a bloccare o a rimandare la partenza di un solo bombardiere – la riflessione di Pugliese, tra i fondatori della Scuola di pace a Reggio Emilia, della segreteria nazionale del movimento Nonviolento – Oggi il movimento per la pace italiano ha avviato un nuovo percorso condiviso, con lo scopo di mettere al centro della propria azione strumenti davvero efficaci per una politica di pace: il disarmo e la costruzione delle alternative alla guerra”. Di qui la raccolta di firme su un testo di legge che prevede l’istituzione di un Dipartimento per la difesa civile presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Il testo prevede, nel suo articolato, anche i finanziamenti: un “Fondo nazionale per la difesa civile, non armata e nonviolenta” di 100 milioni annui, recuperati dalla riduzione delle spese per i sistemi d’arma del Ministero della Difesa, e il 6 per mille: una vera e propria “opzione fiscale” a beneficio della difesa civile.

La raccolta di firme terminerà il 24 maggio, l’anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia contro l’Ausria nel 1915. Cento anni dopo, la battaglia per un “ministero” per la pace. Il testo di legge sarà poi fatto avere il 2 giugno alla presidente della Camera. “Il tema è: quali sono le vere minacce oggi alla nostra sicurezza?”, continua Pasquale Pugliese. “L’Isis è un effetto del meccanismo guerra-terrorismo, un circolo vizioso che va interrotto. La guerra incrementa i conflitti e li moltiplica come metastasi incontrollabili. Le nostre richieste, invece, sono quelle di finanziare maggiormente la difesa dei diritti sociali, di sostenere un corpo civile di base capace di intervenire prima che i conflitti degenerino. Infine, di dare più risorse al servizio civile nazionale. Nella nostra Costituzione non è prevista una sola forma di difesa, quella armata, ma almeno altre due: la difesa dei diritti fondamentali costitutivi della vera “sicurezza”, a partire dal diritto al lavoro, e la difesa della pace”.
La campagna sarà sostenuta a Modena, con incontri di formazione regionale (7 e
28 marzo, 11 aprile) presso la Casa delle Culture, in via Wiligelmo 80. Per aderire e informazioni: http://www.difesacivilenonviolenta.org

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