Le parole della nonviolenza

Laboratorio di ricerca, a ModenaLaboratorio Nonviolenza 2013_Testata

Scriveva Aldo Capitini che la nonviolenza è affidata ad un metodo che è aperto ed è sperimentale.

Metodo perchè, al contrario delle costruzioni ideologiche, la nonviolenza non è prima teorizzata e poi praticata, ma è prima vissuta come mezzo di azione e di cambiamento di singoli e popoli; poi studiata, approfondita e di nuovo sperimentata nell’azione.

Medoto aperto perchè nessuno è custode di una dottrina, di un corpus di norme definitivo, ma ciascuno può portare nuove aggiunte sia sul piano del pensiero che dell’azione.

Metodo sperimentale perchè è creativa e trova sempre nuovi modi di attuarsi, è inesauribile e non può essere attuata perfettamente, ma in continuo avvicinamento; e perciò ci diciamo “amici della nonviolenza” più che “senz’altro nonviolenti” (A. Capitini)

Il “laboratorio di ricerca” è perciò un modo efficace per avvicinarsi alla nonviolenza e cercare, insieme agli altri, il proprio modo di essere e dirsi “amico della nonviolenza”.

Il laboratorio sulle parole della nonviolenza consente di affrontare i temi fondamentali con i quali il metodo nonviolento si è misurato e si misura, usandole come segnavia che aiutino a tracciare il sentiero lungo il quale si dipaneranno la riflessione e la ricerca collettiva.

Il cammino nonviolento si inserisce in un orientamento che è, contemporaneamente, personale e politico. Ciscuna delle parole indicate ha infatti un doppio versante, individuale e collettivo, perchè riguarda sia la trasformazione del singolo che quella della comunità, in una continua e necessaria reciprocità, in cui non si dà l’una senza l’altra.

Lavorare con le parole consente inoltre il confronto diretto – e “compresente” direbbe Capitini – con coloro che hanno sperimentato consapevolmente il metodo nonviolento nelle diverse dimensioni delle relazioni sociali, apportando una personale, significativa, aggiunta al pensiero ed alla prassi della nonviolenza.

Infine, questo elenco di parole consente un approccio introduttivo a ciascuna di esse, e attraverso di esse a quall’agire sociale che definiamo nonviolenza, me non ne può evidentemente esaurire la profondità e la complessità di ciscuna di esse. Rimanda, perciò, alla necessità di un approfondamento ulteriore, personale e/o collettivo, in una ricerca che non ha fine e coincide, tendenzialmente, con la vita stessa che si fa laboratorio.

Non a caso Gandhi intitolò la sua biografia Storia dei miei esperimenti con la verità.

Gli incontri si svolgeranno a Modena, presso la Casa delle Cultura, via Wiligelmo 80

Sabato 9 marzo 2013, ore 16-19

I. Nonviolenza

a partire dalla lettura di Aldo Capitini, Teoria della nonviolenza, Quaderni di “Azione nonviolenta” n. 6

“E’ facile la profezia che ancora gli imperi militari-industriali concentreranno forze immani. Ma la nonviolenza ha cominciato ad aprire in ogni paese un conto, in cui ciascuno può depositare via via impegni e iniziative”

Sabato 23 marzo, ore 16-19

II.Obiezione di coscienza e disobbedienza civile

a partire dalla lettura di Lorenzo Milani, L’obbedienza non è più una virtù, Quaderni di “Azione nonviolenta” n. 4 e Martin Luther King, Lettera dal carcere di Birmingham, Quaderni di “Azione nonviolenta” n. 14

“Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri”

Sabato 6 aprile, ore 16-19

III. Antibarbarie

a partire dalla lettura di pagine selezionate (23-94) di Giuliano Pontara, L’Antibarbarie. La concezione etico-politica di Gandhi e il XXI secolo, EGA, 2006

“Il XX secolo è stato profondamente segnato dall’acuirsi di due processi strettamente congiunti: l’escalation della brutalizzazione e la globalizzazione della violenza. Agli inzi del XXI secolo non vi sono segni di arresto e inversione”

Sabato 20 aprile, ore 16-19

IV. Satyagraha

a partire dalla lettura di pagine selezionate (203-234; 321-334) di Giuliano Pontara, L’Antibarbarie. La concezione etico-politica di Gandhi e il XXI secolo. EGA, 2006

“Contro questa tendenza, la mentalità nonviolenta oppone la dissacrazione della guerra moderna, vista come ingiustificabile omicidio di massa perpetrato su scala industriale che costa somme sempre più astronomiche”

Conduttore del laboratorio:

Pasquale Pugliese

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