I diritti camminano solo sulle gambe di chi decide di esercitarli

Che cosa rimane della visita di oggi, con il Movimento Nonviolento, alla tetra struttura carceraria militare – per fortuna ormai dismessa – di Peschiera del Garda, prigione fino al 1972 degli obiettori di coscienza al servizio militare?
La consapevolezza, ancora più nitida, che l’impegno per la pace non è compito di qualcun altro, ma riguarda la scelta personale di ognuno di noi. Ha a che fare con il coraggio con cui ciascuno esercita il proprio potere, che è sempre maggiore di quello che si suppone di avere, assumendosene fino in fondo la piena responsabilità.
Ieri per affermare il diritto all’obiezione di coscienza ed al servizio civile, con le lotte di centinaia di giovanissimi obiettori imprigionati e vessati, nel corpo e nell’animo.
Oggi per archiviare definitivamente la barbarie della guerra e la sua lucrosa e dannosa preparazione, e per affermare il diritto al disarmo e alla difesa civile e sociale, non armata e nonviolenta, della Patria. L’unica difesa necessaria. L’unica coerente con i principi fondamentali della Costituzione repubblicana.
I diritti camminano solo sulle gambe di chi decide di esercitarli.

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