Le forze del disordine

In un Paese democratico, nel quale dai palazzi delle Istituzioni cecchini sparassero candelotti lacrimogeni contro cittadini inermi, il capo della polizia avrebbe già rassegnato le dimissioni e il ministro competente avrebbe chiesto scusa al Parlamento ed ai cittadini. Il capo del governo, dal canto suo, oltre a punire rapidamente e severamente gli autori di quello e degli altri gesti violenti delle forze dell’ordine, avrebbe annunciato anche una rapida riorganizzazione di queste forze, attraverso l’avvio di programmi di formazione alla gestione nonviolenta dei conflitti di piazza. Altrimenti, quel Paese sarebbe già meno democratico.
Ma il nostro Paese, prima e dopo Genova 2001, è ormai rassegnato ad una democrazia minore e non coglie la gravità di quanto accaduto. Dopo le grida del momento, tornerà a convivere con le forze del disordine. E qualcuno sarà anche promosso.

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