Paride Allegri: Reggio diventi un punto propulsivo per il Disarmo

Caro Pasquale,
Reggio diventi un punto propulsivo del Disarmo.
Grazie.
Paride

Queste poche, essenziali, parole scritte a biro, con calligrafia incerta, le trovai a margine della lettera “Appello per il disarmo totale e generale”, che Paride Allegri – il comandante partigiano passato dalla lotta armata della resistenza alla lotta nonviolenta per il disarmo – mi fece pervenire nell’ottobre del 2007, su carta intestata del “Centro per la riconciliazione tra i popoli, il disarmo universale, la difesa del creato” (il suo ultimo e più lungimirante progetto). L’Appello era l’introduzione ad un accurato e documentato dossier che metteva lucidamente a fuoco la pericolosa fase di riarmo nel quale si era ancora una volta avviato il Pianeta nel nuovo secolo.
Oggi, nell’ottobre di cinque anni dopo, all’età di 92 anni, Paride ci ha lasciati, ma la situazione di riarmo globale è di gran lunga peggiore del 2007, le cifre delle spese militari allora indicate sono ancora incredibilmente lievitate. Il suo Appello è, dunque, sempre più attuale e ancora più urgente, per questo lo riproponiamo integralmente.

Grazie a te, Paride.

 

APPELLO PER IL DISARMO TOTALE E GENERALE
“Spezzeranno le loro spade per farne vomeri e le loro lance per farne falci;
nessun popolo alzerà la mano contro l’altro e non impareranno più la guerra.” Isaia 2:4

 

Le nazioni esistenti sul Pianeta sono 199.

Di tutte queste nazioni nessuna minaccia l’Italia. L’Italia non ha nemici al mondo.

Perciò non c’è nessuna ragione per mantenere e incrementare le spese militari.

60 anni sono passati dal più grande conflitto mondiale che aveva ridotto l’Europa a un cumulo di macerie, con decine di milioni di morti.

Ma la pace raggiunta con inenarrabili sofferenze é ancora una pace armata.

Infatti il nuovo millennio è caratterizzato da una sensibile crescita delle spese mondiali per armamenti che nel 2005 hanno raggiunto 783 miliardi di Euro.

Tale cifra potrebbe servire a risolvere tutti i gravi problemi che affliggono l’umanità.

Nonostante in Europa vi sia una opinione pubblica fortemente contraria all’aumento degli armamenti, i governi hanno aumentato le spese militari; solo la Germania è in controtendenza e dal 1990 al 2004 il bilancio per la difesa è passato da 39,4 a 26 miliardi di Euro.

Le spese militari in Italia sono aumentate da 16,5 miliardi di Euro nel 1995 a 20,5 nel 2004,

Nella Legge Finanziaria del 2007 gli stanziamenti per gli armamenti sono 21,5 miliardi di Euro.

In aggiunta a queste spese l’Italia ha sottoscritto un impegno d’acquisto di 131 cacciabombardieri “invisibili” Joint Strike che possono portare ordigni nucleari e 121 cacciabombardieri Euro Fighter Typhon per un totale di 15,5 miliardi di Euro.

Il nostro Paese ospita basi miliari NATO e USA in misura maggiore di ogni altro Paese europeo.

Questa situazione non è più torrelabile, bisogna riprendere le trattative per il disarmo che sono state interrotte nel 2002.

Già Einstein ebbe a dichiarare: “O l’umanità distruggerà le armi o le armi distruggeranno l’umanità”.

Pertini, amato presidente della Repubblica amonì: “Svuotate gli arsenali, riempite i granai”.

Giovanni XXIII disse: “Non c’è nessuna ragione al mondo che giustifichi la guerra”.

Gandhi: “La guerra mostra l’inutilità della violenza”.

Questo non è un programma utopico, ma è la sola via realistica che può permettere a tutti di vivere in sicurezza e di devolvere le enormi risorse che si libererebbero al benessere generale.

Le Nazioni del mondo possono e devono percorrere la strada per il disarmo attraverso la riduzione annuale del 3% delle spese militari in modo da poter vivere tra 30 anni in un pianeta senza armi.

Ottobre 2007

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