Da quali minacce va difesa oggi la Patria?

Pugliese: ”Giovani pronti a difendere la patria. Ma rivedere concetto di minaccia”

(intervista pubblicata su http://www.redattoresociale.it e http://www.dire.it)

”La legge prevede la concorrenza tra servizio militare e civile per la difesa della patria. Ma è sleale”. Per Pasquale Pugliese del Movimento Nonviolento a 40 anni dalla legge sull’obiezione di coscienza “vanno rivisti i concetti di minaccia e difesa”.

REGGIO EMILIA – “La legge prevede la concorrenza tra difesa militare della patria e difesa civile, ma è sleale”. Pasquale Pugliese del Movimento Nonviolento e della Scuola di pace di Reggio Emilia fa il punto sul servizio civile in Italia a 40 anni dall’approvazione della legge 772 (legge Marcora) che ha introdotto il diritto all’obiezione di coscienza nel nostro Paese. Nel 2012 l’Italia ha speso poco più di 23 miliardi di euro per la difesa militare, mentre per quella civile ne ha stanziati 68,8 milioni, a cui il ministro per la Cooperazione internazionale, Andrea Riccardi, è riuscito ad aggiungerne 50, per un totale di 118 milioni di euro. “La concorrenza è sleale perché se da un lato la difesa militare è pompata, dall’altro quella civile è con l’acqua alla gola – dice Pugliese – Come per l’articolo 11 della Costituzione, anche per il servizio civile c’è una forte disparità tra ciò che dice la legge e la realtà: i giovani hanno voglia di sporcarsi le mani ma non gli viene data la possibilità di farlo”. È questo il tema dell’intervento di Pugliese a “Rianimiamo il servizio civile: 40 anni di esperienze”, l’appuntamento con la Carovana del Servizio civile organizzato dal Coordinamento provinciale degli enti di servizio civile (Copresc) di Reggio Emilia e dall’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII di Rimini e che si svolgerà il 15 settembre a Reggio Emilia (padiglione Ziccardi, via Amendola).

“La legge sull’obiezione di coscienza del 1972 era lo sbocco di una lotta iniziata molto tempo prima – spiega Pugliese -ed era una sorta di concessione verso gli obiettori che conteneva in sé elementi punitivi”. Il servizio civile durava 8 mesi in più rispetto a quello militare ed era prevista una commissione giudicante per verificare la veridicità dei motivi (religiosi e non politici) che portavano una persona a non voler imbracciare le armi. “Le cose sono cambiate con la sentenza del 1985 con cui la Corte Costituzionale ha affermato che il primo comma dell’articolo 52 della Costituzione, la difesa della patria come dovere, va letto separatamente dal secondo, quello che prevede il servizio militare – precisa Pugliese – È stato un passaggio importante perché si è stabilito che il servizio militare era solo una delle forme di dfesa della patria”. Da lì sono cambiate molte cose, la legge 230/1998 ha stabilito che l’obiezione di coscienza era un diritto della persona (e sono stati eliminati gli elementi punitivi) e con la 331/2000 il servizio militare è diventato volontario. “Si è aperta la strada al servizio civile nazionale previsto dalla legge 68/2001 – continua Pugliese – che all’articolo 1 dice che il servizio civile ‘concorre’ in alternativa al servizio militare alla difesa della patria con mezzi e attività non militari”. È questo il punto di contatto tra servizio civile e obiezione di coscienza. “Il punto critico è che la concorrenza è, come dicevo prima, sleale”, afferma Pugliese.

Disarmo culturale. “Sono tanti i giovani che scelgono il servizio civile, ma in molti quelli che ne rimangono fuori”. Nella provincia di Reggio Emilia per i 107 posti previsi dal bando 2011/2012 (quello attualmente in corso) sono arrivate 474 domande. La stessa cosa era accaduta l’anno precedente quando erano stati 351 i giovani che avevano fatto domanda per i 101 posti. “Ci sono tanti ragazzi e ragazze competenti e formati in ambiti specifici, come la tutela dell’ambiente, l’assistenza ai disabili o le biblioteche – dice Pugliese – Se le minacce da cui deve difendersi l’Italia sono i disastri ambientali, la povertà e l’esclusione sociale ci sono molti giovani disposti a difenderla: ecco perché – conclude Pugliese – bisogna rivedere i concetti di minaccia e difesa e chiederci da chi e cosa dobbiamo difendere la nostra patria?”.

“Rianimiamo il servizio civile: 40 anni di esperienze” si colloca nel contesto delle iniziative per il sostegno e la promozione del servizio civile sul territorio della provincia di Reggio Emilia. L’incontro, promosso dal Copresc di Reggio Emilia, associazione che riunisce 37 enti pubblici e privati che si occupano di servizio civile, e dalla Comunità Papa Giovanni XXIII di Rimini, fa parte degli appuntamenti della Carovana del servizio civile. “Saranno presenti ex volontari del servizio civile e volontari attualmente in servizio – dice Francesco Carretti del Copresc – in una staffetta ideale tra vecchi e nuovi volontari, e tra quelli di oggi e i prossimi”. Sarà anche l’occasione, attraverso l’intervento di Pasquale Pugliese, di tracciare un bilancio a 40 anni dal varo della legge 772/1972 sull’obiezione di coscienza. (lp)

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